venerdì 14 gennaio 2011

Se fossi un operaio Fiat voterei Si

"Voterò Si perchè ho bisogno di lavorare" dice un operaio, uno dei tanti, intervistato all'ingresso di Mirafiori stamattina alle 5.30. Per questo referendum, per il quale l'attesa è giustamente altissima, non è previsto il voto segreto e ben fanno, gli operai Fiat, a metterci la faccia per cercare anche di dare il buon esempio.

Io sono fiducioso che vinceranno i SI per tanti motivi che voglio qui elencare: 1. la gente è più intelligente di quello che i media od i sindacati pensano e lo ha dimostrato in tante occasioni, ed anche questa volta la gente sa che il lavoro, oggigiorno, è sacro e se lo si ha bisogna fare di tutto per mantenerlo; 2. la gente ha capito che il mondo è cambiato e che i sindacati, seppur abbiamo avuto decenni fa un ruolo importante, ora sono, a volte, inutili ed obsoleti luoghi per sistemare chi non ha voglia di lavorare e pretende "stipendio sicuro il lavoro si paga a parte"; 3. le proposte del nuovo contratto (andatevele a leggere per esempio su www.lastampa.it) non sono niente male in questo periodo quindi è stupido bocciarle a priori; 4. Marchionne non ha lasciato
molte alternative: in caso di NO andrà in Canada dove hanno già steso tappeti rossi e, sull'esempio di quello che l'uomo in golfino sta facendo in America con Chrysler, attendono il suo tocco magico.

Chi vi scrive è stano per anni imprenditori. Nella mia azienda (32 dipendenti) non entrò mai il Sindacato: il contatto diretto con gli operai, il dialogo e la disponibilità quotidiana fecero sì che ognuno curasse i propri interessi preservando quelli dell'Azienda.

Conosco decine di imprenditori del Nord che hanno dovuto chiudere le aziende distrutte dai Sindacati e da sindacalisti che passavano tutto il tempo a demolire quello che generazioni di imprenditori, tramandandosi la passione ed il lavoro di padre in figlio, avevano costruito nel tempo contribuendo al miracolo italiano.

Conosco altre decine di imprenditori che se la cavavano all'italiana, ovvero stipendiavano in azienda una rappresentante sindacale alla quale permettevano di fare quello che voleva tutti i giorni (ovviamente soprattutto non lavorare!) pur di mantenere buoni gli altri, dire che c'era il Sindacato in azienda ed andare avanti con il restante dei dipendenti.

Il mondo è cambiato, quello economico pure.

Marchionne ha un grande merito: non ce lo ha detto, ce lo ha imposto cercando di correggere il ritardo storico del nostro paese bloccato per anni da scioperi e sindacati.

Speriamo che vincano i Si (anzi ne sono sicuro): sarebbe un bell'esempio dell'Italia che, nonostante tutto, vuole cambiare perchè sa che deve cambiare.

Sarebbe un bell'esempio per far capire che è finito il tempo di lamentarsi, bloccare i treni e le autostrade ma è giunto quello del difendere a tutti i costi il proprio posto di lavoro acquisito perchè oltre a quello non c'è più quasi niente.

Sarebbe un bell'esempio per i giovani perchè imparino a rimboccarsi le maniche e comincino a lavorare.

Infine sarebbe un ottimo riconoscimento per gli imprenditori italiani, grandi e piccoli, che ogni giorno svolgono la loro Missione (si, ho scritto Missione) nel dare lavoro, stipendio e quindi vita a milioni di Italiani.

3 commenti:

Matteo ha detto...

chi lavora in ufficio ha detto sì..

Anonimo ha detto...

Alla fine, com'era prevedibile, hanno vinto i sì, sia pure di misura, intorno al 54%, segno che oramai non tutti la pensano cme la FIOM, che del resto è da anni inoritaria pure in FIAT, un tempo il suo regno (chi ricorda le battaglie politiche- che di questo si è sempre trattato- contro la casta dei "padroni", con i sindacalisti che nascondevano la laurea in ingegneria e si presentavano a cercare il lavoro alle presse con la quinta elementare in tasca, per poi fare ostruzionismo duro? E le agenzie private di 007 create da Agnelli per spiare chi faceva proselitismo comunista in azienda e fosse in odore di BR?)
Quel tempo è finito, morto e sepolto...
Ma, come sepolcri imbiancati, alcuni personaggi non ne sono a conoscenza.
Gente come Landini o Cremaschi, che non han mai lavorato un solo giorno in vita loro...Cremaschi poi, catapultato in azienda direttamente dal sindacato,appena laureatosi, senza mai essere stato eletto, in pratica lo stesso percorso del quale ora colpevolizza Marchionne,che ha cancellato le RSU col nuovo contratto,che fa fuori la FIOM, non so quanto titolo avrebbe a parlare di diritti dei lavoratori in loro vece.Forse che se veniva sposata la loro linea, li avrebbe mantenuti lui, 5500 famiglie?Armiamoci e partite, è un eccellente slogan, pare abbia funzionato benissimo per circa un Ventennio.
Come è finita si sa, e qualcuno dovrebbe rimembrarlo, tanti operai in officina, sarebbero entusiasti di affilare i forconi come ultimo lavoro prima di sbaraccare.
Purtroppo, la storia insegna che chi nasce tondo, non muore quadrato.
E' di oggi la notizia di una serie di cause pilota della FIOM, che riporto:
http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-08-18/emilia-diffide-anticontratto-080204.shtml?uuid=AYPnDiHC

Le più clamorose riguardano 5 colossi emiliani, tra i quali il leader mondiale dei motori a metano (30% del mercato), accusati di aver voluto applicare l'accordo separato del 2009, non firmato dalla FIOM.
In pratica, oltre a diffidare dall'applicare l'accordo le aziende (circa 600 solo in zona) hanno trascinato le più grandi in tribunale, con lo scopo preciso di far annullare il contratto 2009, firmato solo dagli altri sindacati, e ritornare a quello 2008.
Se riuscirà (staremo a vedere a chi daranno ragione i giudici), il metodo reggino verrà ovviamente esteso alle migliaia di piccole,medie e grandi imprese che finora hanno cercato la via degli accordi separati, con la FIAT in testa.
Ai posteri l'ardua sentenza...
Ermes Uguccioni

Giorgio Gibertini Jolly ha detto...

funziona

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