venerdì 25 febbraio 2011

Quei paletti necessari

«Quei paletti alla fine sono necessari»
Avrebbe dovuto finalmente riprendere oggi alla camera bassa la discussione, e susseguente approvazione, della legge sul fine vita o, come è giusto chiamare, delle «Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento». Il tutto è slittato, causa precedenza del milleproroghe (quindi questa è la proroga mille e uno?) ai primi di marzo.
Manca quindi pochissimo, ma il dibattito monta e l’opinione pubblica si scalda, soprattutto quella dei favorevoli all’eutanasia che leggono il testo di questa comunque imperfetta proposta di legge, come ingannevo-le, ideologico, autoritario, anticostituzionale e poi declamatorio, superfluo e menzognero… tanto per cominciare.
Ingazio Marino, medico e senatore Pd, e l’immancabile Beppino Englaro hanno addirittura inventato un happening teatrale dal titolo: «Le ragioni del cuore: testamento biologico. Sentimenti e diritti a confronto» e il modello teatrale è direttamente preso da «Vieniviaconme» ovvero, il confronto non esiste, le voci sono tante ma l’opinione da trasmettere è unasola.
Alle loro voci si è aggiunto il video e le parole di Roberto Saviano che ormai sembra aver preso una deriva laicista, e una raccolta di firme da parte della Cgil «Io non costringo, curo »: che cosa c’entri il sindacato non lo abbiamo capito, ma soprattutto basterebbe loro ricordare di andarsi a rileggere il concetto di cura sviluppato da Ippocrate e ben descritto nel giuramento, che da lui prende il nome, a cui i medici una volta facevano riferimento.
Sulla vita non si vota fu il fortunato slogan che condusse il Popolo della vita (nella sua definizione presa dall’Evangelium vitae)alla vittoria del referendum sulla legge 40. Se sulla vita non si vota è lecito domandarsi sulla morte si vota o no e, per estensione, è giusto sostenere una legge chiamata sulle «Dichiarazioni anticipate di trattamento», ma che comunque riguarda la sfera ultima del nostro vivere?
L’idea del 2005 di non votare al referendum non fu, come in molti hanno liquidato, solo un’ottima strategia politica voluta in primo luogo dall’allora vicario di Roma Camillo Ruini. Dietro quella decisione il cardinale pose anche tutta la sua saggezza e lungimiranza in materia: non si può mettere ai voti ciò che non proviene da noi ma da Dio soltanto, il bene più prezioso che abbiamo, il primo diritto datoci per il solo fatto di esserci,cioè la vita.
Sempre per estensione il concetto va esteso anche alla morte che comunque della vita è parte. La morte comincia dal momento della nascita. Non dobbiamo averne paura perché se no ci coglierà di sorpresa. Oggi si ha paura della morte e della malattia per questo si crede di poterle esorcizzare o anticipandole o evitandole. Sulla morte pure non si dovrebbe votare, ma sappiamo che, purtroppo, tutto ciò che non è vietato è lecito e questo ha portato alla morte di Eluana per mancanza di idratazione e alimentazione.
Questa legge in discussione alla Camera è nata sull’onda emotiva di quel fatto ma, in questi due anni, è stata più volte emendata, stralciata, tirata, accorciata e perfezionata cercando una mediazione possibile. Anche sulla morte non si dovrebbe votare ma mettere dei paletti legislativi per difendere la vita (e la morte) dall’assalto del relativismo etico imperante, ci permetterà di aggrapparci ancora di più alle nostre convinzioni e testimoniarle per vincere la battaglia culturale.

Da Avvenire del 24 febbraio 2011, articolo di Giorgio Gibertini

10 commenti:

agapetòs ha detto...

Io personalmente penso che o si fa una legge che dica semplicemente che idratazione e alimentazione non sono revocabili, o è meglio che non si faccia. Forse è il caso di sperare che la legislatura si concluda prematuramente. Perché Eluana è stata uccisa non da una cattiva legge, ma da una cattiva magistratura. E la stessa magistratura sarebbe abilissima a stralciare e sfrondare la legge sulle dat per renderla una legge pienamente pro-eutanasia.

Giorgio Gibertini Jolly ha detto...

Questo è vero. Concordo con te. un solo articolo: non uccidere. Che dici? Ma è veicolabile oggi politicamente?

Anna ha detto...

Può essere interessante in merito a questo l'editoriale di Samizdatonline che riporta i pareri di tutti, compresi i vari partiti e fa capire come solo questa legislatura può evitare altri casi come quello di Eluana (http://www.samizdatonline.it/node/10724)
Ma quello che più mi ha persuaso, perché conosco la vicenda di Caterina, è questo appello di Socci: http://www.antoniosocci.com/2011/03/pensate-a-questo-semplice-comma/

La situazione è difficile, ma occorre vagliare tutto bene prima di decidere. Perché l'unico atteggiamento ragionevole, cioè degno dell'uomo, è tener conto di tutti i fattori in gioco.

Giorgio Gibertini Jolly ha detto...

Concordo con te Anna, la lettera di Socci dell'altro giorno è già un valido, e potrebbe anche esserne l'unico, motivo per votare questa legge.

Anna ha detto...

.... che poi, è il Parlamento che la dovrebbe votare!

Mentre ai tempi della 40, votata dal Parlamento di allora per combattere il far west riproduttivo (mi pare si dica così), era necessario difenderla col non voto al referendum, visto che qualcuno voleva abolirla e chiedeva il voto dei singoli cittadini.
E la legge 40 non era e non è una legge cattolica, però era il meno peggio rispetto al disastro che si sta giocando sulla vita umana

agapetòs ha detto...

Quel comma però non è l'unico contenuto della legge. E' questo il problema. Per elaborare una legge il più possibile 'gradita' si sono fatti inserimenti che non c'entrano nulla con l'evitare nuovi casi Eluana.
Ci penserà poi qualche magistrato a eliminare le parti 'sgradite' per renderla una legge pienamente eutanasica. Dite che sono pessimista? beh, semplicemente considero ciò che è successo con la legge 40. Spero di sbagliarmi, naturalmente.

agapetòs ha detto...

@Anna l'articolo su SamizdatOnLine riporta solo per modo di dire le idee di tutti: è platealmente schierato, e di chi la pensa come me viene detto che "ha le idee confuse", e a queste idee vengono riservate tre righe solo per confutarle...

Anna ha detto...

Già...

Però credo che dobbiamo fare il possibile per evitare che si ripetano altre situazioni come quella di Eluana. Poi se qualche magistrato vuole introdurre l'eutanasia... cosa possiamo fare?
Noi cittadini abbiamo solo la possibilità di eleggere qualcuno che faccia leggi il meno ingiuste possibile.
Almeno a livello decisionale possiamo davvero molto poco...

Giorgio Gibertini Jolly ha detto...

Agapetos temo anche io lo strapotere dei giudici in Italia e non solo contro Berlusconi. Di questo bisogna rendersi conto. I Giudici sono un potere più forte di qualsiasi partito o governo. Io non dico che sono tutti di sinistra perchè a volte vanno per conto loro (Prodi l'hanno fatto cadere i giudici). Quello che dici tu sulla Legge 40 è verissimo ma gli esempi sono tantissimi basti anche ricordare come il Tar della Lombardia ha invalidato le linee guida della stessa Regione per ciò che riguarda la sussitenza del feto posto aborto. Siamo nella tirannia dei magistrati.

agapetòs ha detto...

@Anna Io penso che approvare una legge a dir poco equivoca - come peraltro fu la legge 40 che proclamava i diritti del concepito e contemporaneamente la validità della legge 194 - darà un'arma in più a certa magistratura. Una legge per evitare altri casi Eluana sarebbe stata brevissima e chiarissima.
Si vuole inserire un istituto giuridico sconosciuto all'Italia, che sono le Dat. Una volta costituito il principio, qualcun altro lo porterà avanti, e ben al di là delle intenzioni iniziali.
Il governo avrebbe dovuto riproporre il decreto salva-Eluana come disegno di legge. Non lo ha fatto e la maggioranza ha voluto inserirci dell'altro per avere un più ampio consenso. Credo proprio che, anche in questo caso, "il di più viene dal maligno".
Poi, per carità, ognuno la pensa come vuole, e non mi viene in mente di definire confuse certe idee solo perché non le condivido.

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