venerdì 4 marzo 2011

1500 euro in più al mese: quante famiglie vivono con solo 1500 euro?

1500 euro è una cifra che ritorna spesso nella mia vita ultimamente e proviene dal Nord Italia, passa per Roma e torna a Bruxelles.
Qualche giorno fa ero a pranzo con un Deputato italiano (di cui non faccio il nome, anzi lo faccio solo se mi date 1500 euro!), e parlando di costi e sprechi della politica e degli esageratissimi stipendi dei Deputati (ho già avuto modo di dire che lo stipendio massimo deve essere per tutti pari a 5 mila euro!) con la sua voce da ragazzino più giovane di me (quante indicazioni vi sto dando) mi ha placidamente comunicato che: "Con tute le spese che ho, mi devo pagare l'affitto dell'ufficio al paese dove vengo, l'affitto della casa a Roma, i collaboratori e tutto il resto, riesco a mettere via al mese solo 1500 euro".
Wow. E ti sembra poco? A me sembra una riserva mensile molto onorevole. Chi di noi riesce a mettere via 1500 euro al mese per il proprio futuro, per i propri figli od anche per i propri vizi?
Quante famiglia tra di noi, amici, vivono con solo 1500 figli assieme alla moglie ed ai figli.
Forse questo è sfuggito a chi è abituato a vivere ad altri livelli, ad avere molte cose gratis e sconti del 30 per cento se acquistano un auto mentre noi dobbiamo anche qui fare bollettini su bollettini ogni mese.
Leggo oggi su Il Giornale che i deputati europei, in pochissimi secondi, il tempo del click per votare, hanno deciso, alla quasi unanimità, di aumentarsi di euro 1500 al mese le spese per le proprie segreterie politiche che così salgono a 21 mila euro mensile per 736 deputati.

Ho sempre avuto tre fisso in matematica quindi lascio a voi i conti, le moltiplicazioni e l'arrabbiatura susseguente.
"Si continua a parlare di crisi, di aumento dei mutui, di tirare la cinghia, di mancanza dei soldi per accogliere i migranti dal nord Africa, di crisi dell'Europa e questi (non trovo altro nomignolo) aumentano le loro spese di segreteria facendo finta di niente. Evidentemente i 17,540 euro mensili previsti finora per le spese di segreteria non erano sufficienti: serviva proprio un ritocchino. Come se i componenti dell’eurocamera facessero una vita di stenti. Certo, da qualche anno sono costretti a qualche limitazione, i tempi delle vacche grasse sono finiti pure per loro: ad esempio, non godono più di una cifra forfettaria per i viaggi, ma devono esibire delle ricevute per essere rimborsati a pie’ di lista. Restano gli ottomila euro al mese lordi di stipendio, i 4.299, sempre mensili, di «indennità per le spese generali», i 4.243 annuali per i viaggi «al di fuori dello Stato di elezione», i 304 al giorno di «indennità di soggiorno», cioè per il disturbo di partecipare alle sedute e alle riunioni di Bruxelles e Strasburgo. Spiccioli"
Per poi domandarci ancora una volta, tutti in coro, a che serva il Parlamento Europeo ed i suoi parlamentari?
Altra domanda veramente difficile da esaudire con una o più risposte multiple.
Per un periodo ho lavorato anche presso il Parlamento europeo e posso confermare come l'inutilità di alcuni aspetti di quella Istituzione  sia dieci volte superiore a quello che vedo tutti i giorni in Italia al Parlamento.
Mi sembra veramente troppo e, anche se la situazione qui in Italia non evolverà come in Tunisia od Egitto, però la gente è stufa, fa fatica, impiega 25 anni per pagarsi il mutuo e, nonostante il lavoro precario, mette al mondo tre figli e continuerà a farlo solo perchè crede nella Provvidenza e non perchè è fessa e va continuamente bastonata od insultata indirettamente con queste manovre di palazzo.
Ve lo volevo dire. 


2 commenti:

Anonimo ha detto...

"Giorgio ti faccio i complimenti per la lucidità e la precisione di quanto hai esposto. Ho letto con molta attenzione il tuo intervento e devo dire con umile desiderio di comprendre meglio, l'ho anche riletto. Subito mi sono ricordato di un libro molto interessante di qualche tempo fa: "l'Eurocasta". Acquistato solemente per morbosa curiosità in aeroporto e letto in un solo fiato durante il volo di rientro da Palermo.
Spesso viaggio in Svizzera per lavoro, molte aziende italiane con prodotti di altissima qualità, si sono trasferite definitivamente lì. Lo hanno fatto in silenzio, spostando affetti, famiglia, relazioni e quant'altro, per salvare il loro salvabile. Nessuno ne parla ma non solo dal nord Africa l'esodo sarà "biblico" lo è da tempo anche dall'Italia verso la Svizzera, Brasile, Francia etc etc etc. Non vogliono diventare ricchi, famosi, sprecare: desiderano (voce del verbo desiderare) lavorare, rischiare ma con un pochino più di tranqullità nei confronti di chiunque. E' vero si sà la Svizzera non è una panacea, ma (c'è sempre un "ma") puoi avere per quello che paghi, sei considerato un professionista, imprenditore, operaio, e per tale ti considerano prima di tutto un "loro" cittadino, che crea benessere alla loro Nazione. Perchè ti dico tutto questo? Perchè quanto tu dici in modo molto semplice e preciso, è già da 19 anni di libera professione che lo sento dire dai miei clienti, proprio quelli che se ne sono andati e moltissimi, veramente tanti, una cifra inimmaginabile, si è "accodato" alla frontiera straniera per migrare con ciò che ha, non per sfuggire alle verità, ma per darsi senza alzata di mano anche loro una speranza.
Con Stima
Marco Schiona

Giorgio Gibertini Jolly ha detto...

Grazie di cuore Marco delle tue precisazioni e del tuo commento che è un contributo maggiore alla mia riflessione.

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