martedì 8 marzo 2011

Oggi 8 marzo festeggio quella mamma (donna) tedesca arrivata ieri a Lampedusa

Tutta notte non ho dormito al solo pensiero di che cosa avrei fatto, piuttosto detto, oggi nel giorno dell'otto marzo (otto marcio) quando esploderà la retorica attorno alle donne, al lavoro femminile, alle mamme che non riescono a conciliare i tempi famiglia/ufficio e via dicendo.
Quest'anno non voglio solo dire che festeggerò stasera con mia moglie e coi figli portando a casa un mazzetto di mimose, se non altro perchè è un bel fiore colorato.
Quest'anno non voglio solo dire che oggi dovrebbe anche essere la festa delle ragazze madri, donne coraggiose che scelgono la vita nonostante tutto e su questo sto aspettando risposta dal Presidente Napolitano (ma ne ho già parlato qui e non voglio dirlo oggi).
La cronaca, o meglio come si dice la realtà che supera l'immaginazione, mi è venuta incontro quest'oggi ed ho trovato chi festeggiare, a chi dedicare questo otto marzo 2011.
"C'e' anche una donna tedesca di 40 anni, insieme alla figlia di nove, tra gli oltre mille immigrati sbarcati a Lampedusa. Sono tra le oltre mille persone giunte sull'isola tra ieri sera e stamattina.

La donna, divorziata da un cittadino tunisino, ha spiegato di non essere riuscita a ottenere il visto per partire per la Germania insieme alla figlia. Cosi', dopo settimane di attesa, ha deciso d'imbarcarsi su una delle 'carrette del mare', come stanno facendo i profughi in fuga. Del caso si sta occupando adesso l'ambasciata tedesca. Ansa"
Bello! Più bello di così questo otto marzo 2011 non potevo immaginarlo. Una donna, una madre, che strappa la propria figlia alle ingiustizie post matrimonio con un integralista musulmano e, osteggiata da tutti, sfrutta la situazione di caos imbarcandosi su una carretta del mare diretta verso l'Italia per salvare sua figlia da quel doppio infermìno (prima nel matrimonio, ora nel caos del medio oriente) e riportarla in Occidente, Europa, Germania.
Brava mamma, coraggiosa donna.
Spero che un giorno ci racconterà questa sua storia, fuggitiva tra i migranti. Spero che qualcuno ne faccia un film, un libro, magari da far uscire proprio per il prossimo 8 marzo 2012. Fatemela intervistare! Voglio già bene a lei ed a sua figlia.
Ecco quale è la riscossa per le donne di oggi e per tutti noi. Prendere in mano il proprio destino e quello dei propri figli e, nonostante le avversità di una traversata pericolosa nel mare tempestoso della vita, riprendere il largo, riavere un futuro, risvegliarsi in terra libera ed andare sempre avanti.
Grazie. Anzi "danke shon".
Qualcuno vuole festeggiarla con me?

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Bravo Gibertini, complimenti per aver citato una testimonianza esemplare per questa ricorrenza!

Giorgio Gibertini Jolly ha detto...

Grazie Anonimo... mi sembrava giusto per oggi, in questa ricorrenza

Anonimo ha detto...

bello
ciao
chiara

Giorgio Gibertini Jolly ha detto...

grazieeeeeeeee

Giorgio Gibertini Jolly ha detto...

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sawiteam ha detto...

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