domenica 10 aprile 2011

Un epitaffio con scritto: Vive

Ho sempre pensato che sulla mia tomba avrei fatto scrivere: ve lo avevo detto che non stavo bene. Ma questo è un epitaffio che non possiamo definire buono per ogni occasione. Adesso ho deciso che scriverò, o meglio vi chiedo di scrivere: Vive. Alla Messa domenicale il Parroco oggi, commentando il Vangelo della Risurrezione di Lazzaro, ha vagato qua e là tra la panche interrogando i bambini del catechismo, le catechiste, qualche genitori e due suore una della quale, però, stranamente impauritasi ha lasciato la messa. Al di là che non voglio commentare (almeno oggi) questa tortura simil interrogatorio che dobbiamo subire "la domenica andando alla messa", la domanda era molto bella: come spiegheresti voi ai vostri figli che esiste la Resurrezione? C'è vita nell'Aldilà? Da qui il collegamento all'epitaffio è stato facile e bello. Il sacerdote ha raccontato di aver visto su una tomba in Spagna la scritta: Vive. Solo quel verbo. Una parola. Una verità. Interessante e molto bello il tutto. Quindi mi son deciso a mettere da parte le battute alla Walter Chiari (Amici non piangete, è solo sonno arretrato) oppure con Charles Bukowsky (Non porovarci) ma anche Emily Dickens che propose un bel verbo "Richiamata".
E tu che ti faresti scrivere?

2 commenti:

Samuele ha detto...

"Rinato": il messaggio di fondo è però identico...

Giorgio Gibertini Jolly ha detto...

non male

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