sabato 21 gennaio 2012

Hai un momento, Dio?

Troppo giovane per morire; troppo sposo per morire; troppo padre per morire! Il mio amico Giuseppe, 36 anni, come tanti altri giorni è andato dal panettiere a prendere il pane. Ricevuto il sacchetto ha detto alla cassiera: "Un attimo, mi sento male". E' morto così nel panificio di via Orsini a Milano. Una moglie giovanissima, Cecilia, tre figli splendidi di nove, sette e quattro anni. Anzi, il quarto figlio è in arrivo da sei settimane.Da dieci anni vivo a Roma ed inevitabilmente il rapporto con loro si è frammentato e restano tanti piccoli ricordi, come coriandoli sparsi sui seicento chilometri che ci separano.
Ricordo il loro matrimonio.
Li ricordo al nostro matrimonio.
Ma soprattutto se mi chiedete di Giuseppe e Cecilia vi dirò sempre di una coppia sorridente: non ho altre immagini di loro se non con un sorriso semplice, contagioso, virtuoso.
Non devo tessere le classiche lodi di un defunto.
Voglio lasciarvi solo una fotografia di un amico che molti di voi non hanno nemmeno conosciuto ma che può essere il nostro vicino di casa, l'amico del calcetto, il cliente in fila al panettiere prima di noi.
Ogni morte si porta via una vita e tutta la sua storia.
A distanza non riusciamo a riprenderci. C'è chi dice di non domandarsi niente perchè altrimenti non si va avanti. Ho sentito Paola, la zia di Giuseppe, mia cara amica da sempre e l'ho trovata con una forza incredibile e ti prego, lasciamo scritto dove l'hai trovata!
Zia Paola mi ha detto della gravidanza in corso di cui nessuno ancora sapeva per "qualche problemino".
Hai un momento Dio? Te l'ho detto ieri col mio sms: Troppo giovane per morire; troppo sposo per morire; troppo padre per morire! 
Quale è il disegno dietro tutto questo? Ce lo spiega una volta tanto? O dobbiamo solo fidarci ed affidarci?
Ma quando dici "se la vostra fede fosse grande come un granello di senape potreste spostare le montagne", sono queste le montagne a cui fai riferimento?

3 commenti:

carla ha detto...

La montagna si è già spostata: è la forza che hai visto nella zia. Nessuna lacrima cade invano e Dio valorizza tutto. I suoi progetti non sono i nostri e tentare di capirli è un atto sterile nella pace ma molto fertile di inquietudine e dolore. I
Da tempo ho scelto l'abbandono e non me ne sono ma pentita.
Vogliamo capire Dio? No, grazie: mi fido.

maria ha detto...

grazie per avere condiviso questi ricordi che ci permettono di sentirci meno soli e smarriti davanti alla morte di Giuseppe. Prego che dal cielo trovi un modo per stare vicino alla sua Cecilia, e anche i suoi quattro bambini non saranno dimenticati... "Anche il passero trova una casa e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio."

Giorgio Gibertini ha detto...

Grazie Carla et grazie Maria

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