giovedì 18 dicembre 2014

Stiamo sereni: se Gesù si è servito di un Asino per entrare in Gerusalemme, può "servirsi" anche dell'Asino Benigni

Tanti anni fa, anzi tantissimi, ad una messa estiva della Domenica sera nella Parrocchia Santi Gervasio e Protasio, svolgevo allora il servizio di lettore. Al momento della Comunione il sacerdote di allora, vista la folla, prese due pissidi, mi chiamò vicino a sé e mi disse: "Aiutami a portare la Comunione ai fedeli".
Mi ritrovai quindi, giovane peccatore, col corpo di Cristo in mano da distribuire ai miei compaesani (Nemo propheta in patria!!!) e le parole da pronunciare ("Corpo di Cristo") prima di appoggiare l'ostia consacrata sulla lingua dei fedeli.
Al termine della messa alcuni amici-cattolici-più-di-me irruppero in Sagrestia per lamentarsi subito dopo il Prosit ma il sacerdote (ricordo bene e chiaro ancora) mi prese sottobraccio e disse: "Se Gesù si è servito di un Asino per entrare in Gerusalemme raggiungere i suoi, non può servirsi anche di questo Asino per raggiungere voi?".
Non conosco bene la spiegazione teologia di questo mio soccorso al sacerdote del momento, però tale episodio mi è tornato alla mente leggendo e rileggendo le molte critiche di alcuni amici-cattolici-più-di-me al Benigni dei 10 Comandamenti.
Non dirò se mi è piaciuto o meno ma voglio specificare due questioni.
La prima è che io, peccatore, non mi aspetto e non mi aspettavo di essere convertito da Benigni. Voglio dire: se ho bisogno di una catechesi sui Dieci Comandamenti mi rivolgo altrove (don Fabio Rosini di cui tutti parlano, soprattutto a Roma, ad esempio o ad alcuni bei libri) e non attendo le costose apparizioni televisive del Roberto nazionale. Quindi amici-cattolici-più-di-me, stiamo sereni: sappiamo dove "cercare" l'autentica parola di Dio!
La seconda è che io da cattolico sono felice di aver sentito parlare in televisione (soprattutto sulla Rai mantenuta anche dal mio canone) di Dio, dei Dieci Comandamenti, dell'amore, dei peccati e via dicendo, pur nella maniera con la quale Benigni ha attraversato alcune spiegazioni interpretandole a suo piacimento. Però si è parlato di Dio. 
"Piutost che nient l'è mei piutost" dicono a Milano e io mi tengo il "piutost" certo che alcune persone saranno state raggiunte da Dio, in quelle due serate, tramite l'Asino Benigni.
Jolly



2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bravo +Giorgio

Antonio Cinti ha detto...

Andiamo con ordine:
Credo che nessuno si sia auto-imposto il compito di convertirti facendoti ascoltare Benigni. (la prima delle due questioni)
La seconda questione:
E basta con sta storia del pagamento del canone....
con il tuo abbonamento avranno a mala pena comprato una confezione di detersivi per le pulizia del palco.
Ora, se tu sei in grado di incollare 10 milioni di Italiani davanti al televisore, cosa che riesce solo alla nazionale di calcio, (ma qui tu non ti scandalizzi oppure sei contento di pagare il canone) allora condividerò il tuo ragionamento.

Nessuno avrebbe gradito ma neanche capito, se avesse fatto un trattato teologico,
Ha voluto commentare a suo modo, cosa c'è di tanto strano.....

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