sabato 24 dicembre 2016

Il Natale “sbagliato”

Il Natale “sbagliato”

Quest’anno il nostro Natale
Ha le parole “sbagliate” di Paolo
A volte senza vocali
A volte senza consonanti
Ma è sempre dolce
E inatteso
E le lettere che mancano
Ora
Le dobbiamo mettere noi amore
Con l’aiuto di Mauro, Massimo e Matteo

Il Natale è sbagliato
Per questo mondo
Che non sa accogliere
Che rifiuta
Che si chiude nell’egoismo
Delle quattro mura


Allora brindiamo al Natale sbagliato
Che ci insegna la via giusta
per meritarci il Paradiso

mercoledì 21 dicembre 2016

Una nuova vita Social

Anzitutto io e Sara vi ringraziamo dell'affetto dimostrato pubblicamente, privatamente e anche concretamente in questi giorni per l'inizio di questa nuova esperienza di maternità e paternità come genitori affidatari.
Questo nuovo stato comporta anche una nuova vita social. Per ovvi motivi Paolo non può essere "pubblicato" e quindi, siccome non mi piace mettere le foto dei bimbi coi volti oscurati, da oggi non metterò più foto dei nostri 4 figli, così non faccio torto a nessuno.
Vi dovrete accontentare del mio faccione e, quando vi va meglio, di quello di mia moglie.
Grazie di cuore a tutti.

Siamo in 6

Siamo in 6. Temporaneamente. Grazie a tutti delle Preghiere. Per gli aiuti concreti ci sentiamo in pvt. Ave Maria e.... Avanti

domenica 18 dicembre 2016

L'ultima notte in Cinque

L’ultima notte in cinque

Quello che stiamo vivendo
è l’ultimo giorno in cinque
da domani arriverà Paolo
figlio affidato
figlio non cercato

figlio

Sarà l’ultima notte

venerdì 16 dicembre 2016

Abbiamo solo(ri) detto SI

Carissimi
Da settimana prossima saremo in 6. Si, hai letto bene. Gravidanza lampo? No. Come sapete Sara lavora in una scuola che è anche casa famiglia. Un bambino di 5 anni, dopo 3 anni in casa famiglia, è stato recentemente “affidato” a una famiglia ma velocemente riportato indietro, ovviamente con tutte le conseguenze del caso. Il piccolo non può stare più in Casa Famiglia e quindi, quando si è creata questa emergenza, la nostra barca nel pieno della tempesta è passata di lì, il Signore ci ha chiesto la disponibilità, noi lo abbiamo guardato e gli abbiamo detto: “Ma lo vedi Gesù come siamo ridotti, siamo nel pieno della tempesta, tra una casa e l’altra, abbiamo solo cinque pani e due pesci”. Il Signore non ci ha chiesto quanti pani e pesci o metri quadri avevamo, ci ha solo domandato: “Siete disponibili a fare posto a un altro bambino?”.
Così da Lunedì ci sarà con noi anche Paolo per il tempo che il Signore ha deciso e siamo certi che il Signore parlerà al vento e tacerà la tempesta e non ci abbandonerà con la sua Provvidenza.
Quindi amici, fratelli, sorelle, nonne e nonni preparatevi a conoscere Paolo. Buon Natale

sabato 10 dicembre 2016

Dove nasci quest’anno Gesù

Dove nasci quest’anno Gesù

Dove nasci quest’anno Gesù
nella vecchia o nella casa nuova?
Qui abbiamo già preparato il tuo arrivo
di là lo prepareremo presto
poi scegli tu
dove essere ospitato

Alla fine di un anno difficile
che ci ha fatto conoscere
pure la grande paura del terremoto
proviamo a rilanciare la nostra vita
scommettendo anzitutto su noi stessi

mercoledì 7 dicembre 2016

Alt - con Renato Zero

Altro concerto di Renato Zero nella nostra vita insieme. I suoi concerti, le sue canzoni, i suoi album hanno musicato il nostro legame da 13 anni a questa parte e quindi quando lui torna a cantare in città cerchiamo di esserci, perchè siamo si Sorcini ma pure suoi amici.
Alt è un concerto di tre ore e mezza (quindi complimenti Renato) ma è incentrato quasi tutto sul nuovo album che dà il titolo all'evento quindi...se dovete andare a vederlo, ripassate bene le nuove canzoni che delle vecchie ve ne sono pochissime.
Alt, fermatevi e prendetevi un po' di tempo per voi.

lunedì 5 dicembre 2016

12 anni e ancora sorcini

Giorgio e Sara, di Orietta Gagliano
Nella confusione
di questi tempi
ecco il giorno per noi
una serata
quel concerto costante
negli anni

Piccola pausa
per ripartire
verso un finale d'anno
che ci porterà
in una casa nuova
ma con lo stesso nostro
grande amore

Ma oggi siamo noi
ancora e sempre noi
sorcini e sposini
come la prima volta
come ogni volta

Alt
questo è il tempo nostro
il tempo per noi
per un giorno
che tutto il resto
scivoli via

Giorgio Jolly


venerdì 2 dicembre 2016

Novanta: la Tombola e l'Alba

Novanta: la Tombola e l’Alba

Eccoci ai 90, nonna
non ci arrivi solo tu
ma tutti noi
assieme a te
come numeri sulla Tombola
oggi abbiamo vinto
tutti

Abbiamo vinto che cosa?

Sicuramente la paura
di quest’ultimo anno

giovedì 1 dicembre 2016

Impossible is an opinion: addio Enzo Maiorca

In ogni sua immersione ha sfidato la fisica, la pressione, le atmosfere, i media, i colleghi, la critica e tra i suoi motti vi era questo: “Impossible is an opinion“.
L’impossibile è un’opinione, quindi non necessariamente sempre un fatto.
Maiorca ogni volta che finiva le immersioni, risaliva e si metteva, sorridente, seduto sul gommone a guardare, con calma, per un po’, il mare dall’alto dopo aver penetrato la sua profondità.
Buona immersione nell’Infinito, Enzo.
#Buongiorgio

sabato 26 novembre 2016

Cittadino del mondo

Il tuo Cristo è ebreo
e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina
e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese
e il tuo caffè è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero
e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana
e la tua camicia è hawaiana.
Le tue vacanze sono turche
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo
non rimproverare al tuo vicino
di essere...Straniero

Graffito anonimo - Monaco di Baviera

venerdì 25 novembre 2016

Do Do Re Do Fa Mi....

Non so come mai ma mi è rimasto impresso nella mente tutto il semplice spartito di Tanti Auguri e stasera ho stupito i miei figli, e mia moglie, dettando loro tutte le note, precise, per poi esibirmi con Massimo in una bella suonata al flato in coppia.
Bello.
Nella mia mente da decenni è impresso quel Do Do Re Do Fa Mi, Do Do Re Do Sol Fa, Do Do DO La Fa Mi Re, Si Si La Fa Sol Fa


martedì 22 novembre 2016

Istituto Superiore di Sanità: chi controlla la nostra salute non può essere precario per sempre

Sono mogli, mariti, mamme, papà ma soprattutto sono grandi professionisti, tecnici, ricercatori, alcuni pluri laureati e con master e specializzazioni (580 in totale) che compongono la spina dorsale dell’Istituto Superiore di Sanità, l’ente che vigila sulla nostra vita e sulla nostra salute, ma sono precari, con contratti rinnovati, a fatica, di anno in anno, chi da 10, chi da 13 e persino alcuni da 25 anni. 
Da due giorni hanno occupato l’Aula Magna dell’ISS (per la prima volta in vita loro) perchè chiedono semplicemente di essere “regolarizzati”, non solo per loro ma anche per noi. 
Girando i corridoi dell’ISS li incontri affaccendarsi in controlli: Antonella, 25 anni di precariato, controlla i cibi che ogni giorno noi mangiamo; Renzino, 16 anni di precariato, controlla che i dispositivi medici siano a norma e non nuocciano alla salute; Giorgio, 13 anni di precariato, controlla che i giochi, i piatti di plastica, le posate di plastica non siano inquinanti e via dicendo, piano dopo piano, palazzina dopo palazzina fino ad arrivare a chi verifica i vaccini che vengono somministrati ai nostri bambini. 
Precari nei contratti e precari nella strumentazione. Lavorano spesso con strumenti vecchi, gestiti sapientemente e con cura nel tempo; pur nella loro instabilità contrattuale hanno a cuore le sorti dell’Istituto e della Nazione intera, lavorando ogni giorno silenziosamente, senza riflettori. 
E nel silenzio di un’altra notte hanno deciso di alternarsi in questa manifestazione di protesta perchè col succedersi dei Governi hanno visto concretizzarsi solo grandi proclami e niente altro. Alternarsi vuol dire che mentre alcuni protestano gli altri portano avanti il lavoro, come farebbero due genitori che non smettono mai di vigilare sui propri figli. 
Sono lì e staranno lì a lungo. Idealmente mi metto accanto a loro perchè molti li conosco, so come lavorano, conosco la loro vita che è semplicemente quella di ragazzi e ragazze italiani cresciuti nel grande ideale della ricerca e del bene comune ma che stanno invecchiando nella precarietà di questa Nazione incapace di premiare le proprie eccellenze. 
Il direttore

giovedì 17 novembre 2016

Maker Faire Rome, ovvero cinque ore…con il naso all’insù

Quest’anno a Maker Faire Rome sono andato con tre giovani “giornalisti” aiutanti, assetati di novità, curiosi ad ogni passo (6 padiglioni e 600 espositori): i miei tre figli! 
Abbiamo passato cinque ore a camminare (a volte correre, spesso fermi in coda per la ressa incredibile di gente) da una innovazione all’altra e i mie i figli avevano sempre “gli occhi e il naso all’insù”. 
All’insù per vedere le gare dei droni o ascoltare la spiegazione sull’utilizzo degli stessi per aiutare i coltivatori; all’insù per capire come si possono catturare le onde sonore; all’insù per controllare che cosa stavano creando le giganti stampanti in 3d; all’insù per controllare il movimento dei robot e di piccoli aerei a celle solari; all’insù per immaginare, creare, sperare, sognare un mondo diverso. 
Maker Faire è un concentrato di questo e di tanto altro, è quel futuro che è già a portata di mano e ci ha fatto molto piacere incontrare tantissime realtà, private e pubbliche, ma italiane capaci di essere leaders mondiali nel mondo dell’innovazione. 
“Quello che puoi pensare lo puoi stampare” recitava uno dei tanti slogan. 
Ora ai miei figli devo insegnare a spostare lo sguardo da “all’insù” a dritto davanti a loro: il futuro è lì che li aspetta, subito dopo il presente. Forza ragazzi! 
#Buongiorgio

martedì 15 novembre 2016

Impossible is an opinion: addio Enzo Maiorca


Per chi come me qualche immersione l’ha fatta, Enzo Maiorca era un mito irraggiungibile, un grande esempio e ricordo ancora, nel 1988, la diretta della sua apnea quando scese a 101 metri contro ogni previsione.
In ogni sua immersione ha sfidato la fisica, la pressione, le atmosfere, i media, i colleghi, la critica e tra i suoi motti vi era questo: “Impossible is an opinion“.
L’impossibile è un’opinione, quindi non necessariamente sempre un fatto.
Maiorca ogni volta che finiva le immersioni, risaliva e si metteva, sorridente, seduto sul gommone a guardare, con calma, per un po’, il mare dall’alto dopo aver penetrato la sua profondità.
Buona immersione nell’Infinito, Enzo.
#Buongiorgio

domenica 13 novembre 2016

Cari giornalisti italiani, per capire Trump bisogna almeno imparare l’inglese

Non dico tanto, amici colleghi direttori e giornalisti degli inutili media italiani, ma almeno mettetevi a ripassare l’inglese o, alla peggio, imparate a fare buon uso di Google Translate. Tutti i grandi quotidiani nazionali hanno titolato: “Trump caccerà 3 milioni di immigrati” sbizzarrendosi solo sul cambiare il termine “caccerà” con altri sinonimi. 
Peccato che leggendo l’originale intervista della CBS a Trump il presidente eletto, a domanda precisa, risponde: 
Lesley Stahl: What about the pledge to deport millions and millions of undocumented immigrants? 
Donald Trump: What we are going to do is get the people that are criminal and have criminal records, gang members, drug dealers, we have a lot of these people, probably two million, it could be even three million, we are getting them out of our country or we are going to incarcerate. But we’re getting them out of our country, they’re here illegally. After the border is secured and after everything gets normalized, we’re going to make a determination on the people that you’re talking about who are terrific people, they’re terrific people but we are gonna make a determination at that– But before we make that determination– Lesley, it’s very important, we want to secure our border. 

sabato 12 novembre 2016

Matteo va ancora in cantina

Questa mattina Matteo si è svegliato nel lettone con me e mi ha chiesto subito: "Che cosa vuoi da mangiare babbo?". Io gli ho risposto: "Spaghetti alla carbonare, una bella bistecca al sangue, un bel bicchiere di vino e acqua naturale". Matteo ha preso le ordinazioni a mente e poi è "sceso in cantina", ovvero si è infilato sotto le coperte ricomparendo, poco dopo, con il primo pronto e dicendomi: "La bistecca sta ancora cuocendosi".
A me non interessa Matteo che tu abbia un futuro da chef stellato, come si usa dire oggi, però rimani più a lungo possibile così, il mio coccolone infinito, che al mattino va ancora in cantina.

venerdì 11 novembre 2016

La verità sulle buche di Roma: servono per i piloni della Funivia della Raggi

Da quando vivo a Roma (13 anni ormai) ho scoperto che nella Città Eterna, oltre ai famosi tre Misteri della Chiesa (quanti soldi hanno i Salesiani, quanti sono gli ordini religiosi delle Suore, che cosa pensano davvero i Gesuiti) ne esiste un altro, più laico, ma sempre arcano e cioè: quante buche ci sono per le strade della Capitale? 
In questi 13 anni ho visto passare sindaci come Rutelli, Veltroni, Alemanno e ora Raggi, ho conosciuto Assessori comunali, consiglieri Regionali, consiglieri Municipali e ognuno sulle buche di Roma aveva la sua teoria, la sua idea, la sua soluzione ma il risultato è che le buche sono sempre lì, anzi aumentano e si allargano, e se non ci pensano i singoli cittadini a chiuderle (come è successo a Battistini davanti alla Metro), si va avanti per mesi con transennamenti e riduzioni di corsia. 
In questi giorni in Tangenziale Est, una delle arterie principali di Roma Nord, si è creata una buca “per dissesto del manto stradale” che ha costretto tutti i romani a viaggiare ad una corsia sola ma il bello è che davanti alla cavità ha sostato una macchina della Polizia Municipale, a lampeggianti accesi, dalle 8 alle 18 (fino a fine turno) senza che nessun tecnico intervenisse a chiudere la voragine. 
Allora mi son confrontato con Mario il Saggio, Mario il tecnico, Mario l’urbanista, Mario il costruttore, Mario romano da sempre che mi ha svelato la verità sulle buche a Roma. Mario mi ha detto e dimostrato chiaramente, dati e progetti alla mano, che le buche si stanno allargando volutamente, da sole, proprio perchè serviranno come base per i piloni della funivia Casalotti-Battistini promessa dal sindaco Virginia Raggi, in campagna elettorale. 
Quindi romani, smettiamola di lamentarci e di dire che il Sindaco (o chi per lei) non fa niente: qui tra poco avremo tanti di quei piloni che vedrete quante funivie si potranno realizzare! 
Da oggi, ogni volta che vedo una buca, sorrido in modo diverso. 
Buongiorgio

giovedì 10 novembre 2016

2 euro per 2 ruote

Mio Zio Benvenuto mi ha insegnato un trucchetto, uno dei tanti, per risparmiare e per arrivare, col tempo, a ricomprarmi la moto.
Lui mette da parte i 2 euro. Quando se li ritrova in tasca, a casa, in auto, li prende e li mette in un salvadanaio e poi a fine anno li conta e fa un regalo ai suoi nipoti.
Io da poco, e sicuramente non in maniera così scientifica, ho iniziato a seguirne l'esempio per arrivare a ricomprare la moto (spero prima dei miei 50 anni) e poter riandare in giro con mia moglie come due fidanzatini, anzi no come due sposini, anzi no come due innamorati anzi...come tutto questo.

mercoledì 9 novembre 2016

lunedì 7 novembre 2016

Mauro ha scritto il suo primo articolo di giornale

Mio figlio Mauro oggi ha affrontato il suo primo articolo giornalistico. Dopo aver passato, con i suoi compagni di scuola, una bellissima giornata nel Pineto a Roma (ne ho parlato qui) è tornato a casa con quattro pagine fitte di appunti su tutto quello che aveva fatto. Gli ho chiesto a che cosa sarebbero serviti e lui, serafico: "A scrivere un articolo di giornale". Così questa sera, tarda sera come i veri giornalisti, si è messo a scrivere e mi son permesso, come vedete in foto, di dargli qualche suggerimento per un buon articolo. 
Bravo figlio mio!

domenica 6 novembre 2016

Cara Boldrini altro che quote rosa, ci vorrebbero le quote “materia grigia”

La Presidente della Camera Laura Boldrini sta riuscendo nel difficile intento di passare come la peggior rappresentante delle Istituzioni di tutta la Storia Politica Italiana (superando di gran lunga anche Gianfranco Fini) impoverendo il suo incarico di interventi inutili come la femminilizzazione forzata di tutti i nomi degli incarichi pubblici, manco fossimo a Casablanca. 
Assessora, Sindaca, Presidentessa e via farneticando, come se fossero questi i problemi delle donne oggi, come se fosse così che si conclude il percorso di parità dei sessi. 
La presidente Boldrini ha dato il peggio di sè, riuscendo ancora a meravigliarci per la infinita quanto pericolosa dabbenaggine, incontrando, lo scorso 4 novembre, i bambini terremotati di Norcia, sotto una tenda-scuola e riuscendo a dire loro, mentre le porgevano disegni di benvenuta: “Adesso è come se siete in vacanza“. 

sabato 5 novembre 2016

Terremoto: a Bolognola sono rimasti in 34 allevatori, al mattino scavano tra le macerie e al pomeriggio seguono “le bestie”


Oggi, idealmente, siamo stati a Bolognola (Macerata), il comune più alto degli Appennini, situato prorio al centro del Parco dei Sibillini, a 1050 metri sul livello del mare. Bolognola era un paese di 110 abitanti che viveva di agricoltura, allevamento e turismo sciistico soprattutto l’inverno.
Bolognola è molto conosciuto dagli appassionati di montagna come meta, e partenza, di svariate escursioni panoramiche durante le quali vi è la rara possibilità di incontrare il Camoscio Appenninico o farsi, in inverno, qualche bella sciata.



Dopo il terremoto del 26 ottobre scorso il paese è quasi scomparso e a Bolognola sono rimasti 34 allevatori che al mattino scavano tra le macerie, cercando di mettere in sicurezza le case rimaste e al pomeriggio pensano alle loro “bestie”, a portar loro acqua, e a mandare avanti la loro vita e attività. A Bolognola in totale sono rimasti in 35, sindaco e vice sindaco donna, e la moglie di un allevatore, incinta, con un altro bimbo di 3 anni.

venerdì 4 novembre 2016

Mille km in solitaria per vedere la sua Pro Vercelli a Bari: ecco chi è “l’unico” tifoso

Ne hanno parlato in tanti ma sempre poco di Paolo Gagnone, ferroviere, tifoso della Pro Vercelli che il 29 ottobre scorso ha percorso mille km ad andare e mille a tornare per vedere la sua squadra del cuore (e dell’anima) perdere 2 a 0 in casa del Bari.
pro-vercelliArrivato nel capoluogo pugliese, Gagnone si è sistemato nella curva ospiti, ha esposto lo striscione del suo gruppo (gruppo????) di tifosi e ha seguito tutta la partita in compagnia di uno steward e di due poliziotti “addetti alla sicurezza”.
Finito l’incontro, Paolo ha raccolto lo striscione, sistemato in tasca la sciarpa della sua squadra e si è diretto di nuovo verso la stazione di Bari dove ha ripreso il treno per tornare a casa.
Complimenti per la passione, la dedizione e la costanza: siamo in tanti a tifare per te e questo modo di vivere il Calcio.
Buongiorgio

Massimo (9 anni) ha finito di scrivere la sua prima storia di fantasia....

Da qualche mattina Massimo si sveglia prima, fa colazione, e invece di guardare i cartoni animati alla televisione si mette al mio computer a scrivere.
"Sto scrivendo una storia di fantasia" mi ha detto.
Non mi ha ancora fatto leggere alcunché ma oggi mi ha comunicato di averla ultimata.
Bravo figlio mio!

giovedì 3 novembre 2016

Oggi Mauro è andato a piantare piante al Pineto per provare a farlo risorgere

Oggi Mauro e compagni ( della scuola Prima Media - Capozzi) sono andati, con le loro bravissime insegnanti, a piantare piante al Pineto per provare a farlo risorgere dopo il gravissimo incendio di questa estate.
Ecco un resoconto di Mario Scelzo

mercoledì 2 novembre 2016

Dobbiamo fermarci per “i morti” non “ai Santi”

Non ho tanti morti a Roma perchè qui non ho parenti e i pochi amici che mi sono creato col tempo, grazie a Dio, sono ancora vivi. I morti sono pochi e già li vado a trovare gli altri giorni, quelli a Roma come il piccolo Matteo Bramucci o Giuliano Gennaio, e ho mandato un pensiero al poeta che temeva la morte, Liberale Buracchini, ma che è sepolto lontano, a Sinalunga. 
I nonni, mio suocero, vivono il loro riposo eterno lontano, molto lontano. 

Matteo e la grammatica....

"Babbo sai che a scuola ieri abbiamo fatto grammatica?" mi dice Matteo, 6 anni, prima elementare.
"Ah si? E che cosa avete già fatto di grammatica?"
"Mah c'erano i triangoli, i quadrati, i cerchi...."

martedì 1 novembre 2016

“La città che muore” è come la morte: non la puoi raccontare, puoi solo viverla



Complice il ponte dei Santi e la felice visita a Roma del mio eterno amico Francesco, e famiglia, siamo stati tutti assieme, per la prima volta, a Civita di Bagnoregio, la cosiddetta “Città che muore“. Le sensazioni uniche che si provano arrivando a piedi, rigorosamente a piedi, in questo luogo sono anche difficili da raccontare per chi come me che nella vita qualcosa ha scritto. Percorrere quel lungo ponte, unica via d’accesso al borgo, in queste giornate di terremoto fa tremare le gambe perchè quella città è in piedi per miracolo, è un’isola in precario equilibrio su uno spuntone di tufo rosso.

Signore, pronuncia ancora quella parola potente che fece tacere la terra

O Gesù, Dio di pace, gettate uno sguardo di misericordia
su questa terra infelice; mirate quante lacrime si versano
nelle famiglie anche più innocenti.
Se avete scritto nei vostri decreti questo dolore,
ricordatevi che siamo figli, che per questo vi fermaste
in mezzo a noi sull'altare.
Pronunciate, o Signore, un'altra volta quella parola potente
che nel furore della tempesta fece tacere i venti,
ricompose le onde agitate, rese tranquillo e sereno il cielo.
Allora vedremo rifiorire questa terra e, mossi da viva gratitudine,
verremo al vostro altare per ringraziarvi con fede più viva,
più sicura speranza ed amore più riconoscente.

lunedì 31 ottobre 2016

Ponte dei Santi con gli amici: da Er Cupolone a Civita di Bagnoregio

In questo ponte dei Santi, tormentato dal terremoto, sono stati a trovarci a Roma l'amico di sempre (l'amico con la elle maiuscola) con la sua famiglia e abbiamo visitato tantissimi luoghi anzitutto vivendo l'emozione di arrivare in cima a Er Cupolone per chiudere con Civita di Bagnoregio, la città che muore.
Tutto bellissimo, tutto da vedere: ve lo consiglio! In giro in dieci poi...tutto è ancora più bello!
Guardatevi qualche foto se vi fa piacere

domenica 30 ottobre 2016

Io sto con chi prega ma anche con chi impreca contro il terremoto

Persone in preghiera davanti la basilica di San Benedetto distrutta dal forte terremoto, Norcia, 30 ottobre 2016.
ANSA/FERMO IMMAGINE SKY
+++EDITORIAL USE ONLY - NO SALES+++Le persone in ginocchio in piazza a Norcia, davanti a quel che resta della loro, e nostra, Basilica di San Benedetto mi hanno fatto crollare a terra, sulle mie di ginocchia, per elevare anche io, a Dio, una profonda preghiera: Signore, ti prego, ferma il terremoto.
Nulla possiamo contro Madre Natura, lo abbiamo scritto anche da queste pagine, se non rispettarla nei suoi spazi e tempi e quindi smetterla di costruire male e selavaggiamente senza rispetto di alcuna regola paesaggistica, urbanistica oltre che tecnica.

giovedì 27 ottobre 2016

L’Italia è una Repubblica fondata sul terremoto

Preci da corriere.itAncora. Siamo stufi, la gente è stufa e lo scrive sui muri social perchè esasperata non sa a chi rivolgersi. Ancora il terremoto. Basta. Rientro da un viaggio di lavoro di due splendidi giorni in costiera Sorrentina, tempo di posare le valigie in casa, salutare i figli ed ecco la prima scossa delle 19.10 e poi quella forte dopo le 21.
Sono a Roma: si muove il letto a castello dove sto coi figli per farli addormentare, si muove il lampadario, si muove tutto. Qui a Roma, a oltre 170 km da dove è l’epicentro e subito la mente corre  a due mesi fa, a quando il terremoto è entrato nella mia vita, e a quelle persone, popolazioni, parenti, clienti, amici.

venerdì 21 ottobre 2016

Ieri sera lui le ha chiesto se voleva sposarla…

Sono in attesa da qualche minuto all’Accettazione dell’Officina automobilistica dove sempre mi reco quando ho qualche necessità e che ha una piacevole caratteristica: qui vi lavorano tutte brave e belle ragazze. Qui conosco tutti e mi chiamano per nome e nel tempo ho visto pance crescere, a seguito di gravidanza, assenze per maternità, sostituzioni, colori dei capelli cambiare, sorrisi, preoccupazioni, il tutto, sempre, ingentilito da una vera e provata professionalità.
All’improvviso, presenti tre ragazze, arriva l’ultima, Simona, leggermente in ritardo ma preceduta da un sorriso che si vedeva sin dal Grande Raccordo Anulare.
Tutte notano questa particolare lucentezza raddoppiata dalla brillantezza di un nuovo anello al dito, sì, proprio a quel dito.
“Mi ha chiesto di sposarlo” dice lei nel fulgore di un sorriso che s’allarga a toccare lo splendore degli occhi.
Tutte s’alzano di scatto per abbracciarla e baciarla lasciando noi clienti, giustamente, abbandonati alla nostra attesa che, in un lampo, diventa lieve. Ne approfitto di questo scambio di baci per rubarne qualcuno anche io, e mi unisco agli auguri e congratulazioni e oso solo sussurrarle: “E’ tra le tre cose migliori che si possano fare nella vita”.
#Buongiorgio

Tra Ridicoli e Radicali: la insignificante adesione della Cei alla Marcia dei Radicali

Aderisco "convintamente" alle motivazioni precise, puntuali e dettagliate, che vi invito a leggere, scritte da due amici: Costanza Miriano e Giuliano Guzzo.
Nel mio passato ho battagliato spesso, quando ricoprivo ruoli di responsabilità regionale o nazionale nel Movimento per la vita Italiano, contro gente come Viale, Cappato, Capezzone e via dicendo.
Nel mio passato ho vissuto anche io, a volte, quella sensazione di strano abbandono quando alcuni sacerdoti non ci capivano, o peggio non ci davano la parola, oppure quando i Vescovi, soprattutto in occasione del Messaggio per la Giornata per la Vita, cominciavano a parlare di "tutta la vita", ricordandosi poi di inserire, da qualche parte, anche la vita nel grembo materno.
Mai mi sarei sognato però di trovarli, i nostri Vescovi, dall'altra parte della barricata, a marciare a fianco del "nostro nemico numero uno" senza aver, peraltro, voluto marciare al fianco nostro.
Forse è meglio così, cari combattenti pro life di oggi: almeno adesso, si sono apertamente schierati anche a loro e il "nemico", quando è così, è più facile da individuare.


venerdì 14 ottobre 2016

Caro Della Valle, è solo questo il modo di aiutare imprenditorialmente le zone terremotate?

Carissimo Diego Della Valle, mi rivolgo a Lei perchè sicuramente capace di cogliere quello che voglio chiederle direttamente, bypassando l’intermediazione politica attuale che invece considero, con sommo dispiacere, incapace di intendere e volere. 
Qualche giorno fa il Presidente del Consiglio ha dato l’annuncio che lei aprirà una fabbrica della Tod’s proprio ad Arquata del Tronto, uno dei tanti paesi devastati, soprattutto nel suo tessuto imprenditoriale e commerciale, dal tremendo terremoto dello scorso Agosto, e assumerà gente del posto. 
Dico subito: bene, bravo, bis. 
Però le domando anche: siamo sicuri che è questo l’unico modo di aiutare le popolazioni terremotate? Perchè non fa capire ai suoi colleghi imprenditori (ribadisco, coi politici si fa un po’ più fatica) che sarebbe bello anche poter aiutare a far rinascere le piccole attività commerciali e imprenditoriali locali, dal bar, al supermarket, ai numerosi Bed and Breakfast fino ad arrivare alle tipiche aziendine agricole, i salumifici e quelle che ci deliziavano con fantasie di tartufi e funghi tipici della zona. 
E’ di ieri la notizia di Adriano Pieretti, 31 anni, suicidatosi per le conseguenze dirette del terremoto: la perdita del lavoro per la chiusura della scuola di fronte alla sua edicola che quindi ha subìto un drastico calo degli introiti. 
Aiutiamo loro, i locali, a mantenere viva la tipicità commerciale, industriale del posto, velocizzando anche i tempi di riconsegna delle case e delle attività lavorative, altrimenti, con solo interventi dall’alto e di altro genere (e che siano benedetti), uccideremo per sempre questi piccoli paesi che tanto, ma davvero tanto, sono per la nostra Italia. 
Non la conosco signor Della Valle ma conosco Arquata del Tronto e gli arquatani. 
Il Direttore

giovedì 13 ottobre 2016

Alla Partita della Pace voluta da Papa Francesco tante panzate alla guerra grazie a Maradona


maradona-tottiTra le immagini più belle della seconda partita “Uniti per la Pace” vi è indubbiamente quella di Diego Armando Maradona, Francesco Totti (entrambe in maglia blu col numero 10) e i loro due figli palleggiare assieme, a bordo campo, prima dell’inizio della partita. Campioni e figli, genitori e figli. Anche per me è stato come un sogno poter vedere Maradona (che già avevo visto) insieme ai miei figli dopo averglielo raccontato per anni e averglielo mostrato su YouTube. Eccolo, Dieguito, con panza al seguito ma comunque sempre lo stesso: tenace e irriverente, spocchioso e divertente, un fuoriclasse con mani e piedi da dio (calcisticamente parlando).

lunedì 10 ottobre 2016

Terremoto: fate presto, ad Amatrice fa già freddo


Mentre passiamo in silenzio, in religioso silenzio, il tratto di Salaria che accarezza Amatrice, il termometro di bordo segna 8 gradi ed è soltanto l’ora di cena. Noi proseguiamo, come da 12 anni a questa parte, il tragitto verso Venarotta (Ascoli Piceno) ma da quel momento in poi anche i bambini fermano i videogiochi e si incollano ai finestrini per vedere come sta andando la rinascita di questi paesi. Scorrono lenti Amatrice, Accumuli e poi Pescara del Tronto che grida aiuto pendendo sulla Salaria e costringendoci tutti a rallentare ancora di più, perchè in quel tratto si viaggia ad una corsia sola. Poi infine Arquata del Tronto, Trisungo e via via tutti i paesini fino a Venarotta. Sono 25 km di domande, preghiere, dubbi, sguardi. Devo dire che lungo la Salaria molte tendopoli, soprattutto nelle Marche, sono state rimosse e ci auguriamo che quei nostri concittadini siano in alloggi migliori, mi piacerebbe pensare nelle loro case.

giovedì 6 ottobre 2016

La professoressa croata si commuove davanti al mio “Sretan Put”



Il lavoro della mia azienda di famiglia in questi giorni mi ha portato a Benevento dove ho potuto vivere un congresso internazionale di ottima fattura, esercitare le mie conoscenze tecniche e un po’ di inglese ma poi ho anche avuto la possibilità di conoscere questa cittadina campana, i suoi sapori, i suoi vini, le sue calorie…. tante calorie.

mercoledì 5 ottobre 2016

Il Papa arriva in silenzio, come il terremoto

Avrò sempre ormai dentro, nella mia vita, il terremoto, per averlo vissuto in diretta quella notte del 24 agosto, mentre dormivo, con la mia famiglia, a soli 25 km da Pescara Del Tronto, il paese che non c’è più , che è scivolato via.
Ho raccontato giorno dopo giorno quello che stavo passando su IlCentuplo prima ancora che nascesse il nostro Daily Views. 
Quella notte il terremoto arrivò così d’improvviso, nel silenzio, e tracciò un solco indelebile distruggendo famiglie, quartieri, paesini, l’Italia intera. 
Ieri Papa Francesco ha provato a ricucire tutto con la sua presenza e la sua preghiera, arrivando anche lui nel silenzio, in punta di piedi, ad Amatrice, non per portare qualcosa a gente che non ha più nulla ma per stare accanto a chi non sa più che cosa fare, dove guardare, perchè sperare. 
Il Direttore

lunedì 3 ottobre 2016

“Gesù non manderebbe via Gay e Trans”, parole di Papa Francesco

Ho tanti amici cattolici che ne sanno più del Papa, che lo rimproverano, lo ammoniscono e, forti della platea gratuita e copiosa dei social, addirittura lo correggono dichiarandosi più cattolici di lui. 
Eppure a me anche l’ultimo discorso di Papa Francesco sembra chiaro, per cattolici (soprattutto) e per tutto il mondo (urbi et orbi). 
Il Papa ci ricorda la differenza tra peccato e peccatore. Rileggiamolo:
“«Ho accompagnato nella mia vita di sacerdote, di vescovo e anche di Papa persone con tendenza e con pratica omosessuali. Li ho accompagnati e avvicinati al Signore, alcuni non possono… Ma le persone si devono accompagnare come le accompagna Gesù. Quando una persona che ha questa condizione arriva davanti a Gesù, lui sicuramente non dirà: “Vattene via che sei omosessuale!”. Quello di cui ho parlato è quella cattiveria che oggi si fa con l’indottrinamento della teoria del gender. Mi raccontava un papà francese che a tavola stava parlando con i figli, e ha domandato al ragazzo di dieci anni: “Tu che cosa voi fare da grande?”. “La ragazza!”. 

domenica 2 ottobre 2016

Grazie a tutti per gli auguri di compleanno: 44 anni in foto e video

Ho passato in modo particolare e viaggiante, come ormai è la mia vita, anche il mio 44 esimo compleanno. Al mattino sveglia e regali, poi Messa, poi pranzo coi famigliari e piccoli brindisi con due amici e pomeriggio partenza per Benevento per un convegno di lavoro che mi vedrà qui impegnato per qualche giorno.
Partenza "dolorosa" con pianto perchè lasciare i bambini in questa giornata.... è più dura del solito. Tutto però è stato bellissimo. Grazie Dio, grazie Sara, grazie bambini.

sabato 1 ottobre 2016

Il mondo si cambia un bambino alla volta

Quando sono giunto alla scuola Celestina Donati - Oasi Calasanziane per la Festa della Solidarietòà dell'Amical (1 ottobre 2016) mi ha colpito subito la scritta sulla maglietta indossata dai tanti (ma proprio tanti) volontari: "Il Mondo si cambia un bambino alla volta".
Le feste dell'Amical hanno sempre queste tre caratteristiche o, se vogliamo, possiamo chiamarli questi tre ingredienti di successo. Il primo è che sono finalizzate a un'opera di bene (in questa occasione era per la costruzione di una scuola in Nicaragua); il secondo è che, come detto, i volontari sono tantissimi e giovanissimi e il terzo è che ovunque ci sono tanti, ma proprio tanti, bambini. Bambini ovunque, che spuntano dagli scivoli, dai giochi organizzati, che si fanno un selfie con la madrina d'eccezione la cantante NOEMI,  che pattinano e ballano, che fanno la coda per le patatine fritte o per pescare o per comprare una torta. 
Bambini, bambini ovunque, perchè il Mondo, anche il proprio mondo, lo si cambia un bambino alla volta.

venerdì 30 settembre 2016

Olimpiadi: se Roma rinuncia, perchè le altre città stanno a guardare?

Torno ancora una volta sulla questione Olimpiadi della quale ho già parlato qualche giorno fa però, conoscendo la platea numerosa di Daily Views e la sua provenienza, estendo il discorso e la domanda agli amici lettori che ci seguono non dalla Capitale. 
La questione che voglio porre è molto semplice: archiviata definitivamente, con riunione del consiglio comunale, la rinuncia degli apatici badanti attuali della Capitale, perchè le altre città italiane non si candidano loro a prendersi le Olimpiadi 2024? Penso a Milano, Torino ma anche a Napoli, Palermo. Dove sono le vostre candidature? 
Cari amici del nord, vi lamentate dicendo che tutto succede sempre e solo a Roma! Forza, ecco una bella occasione, fatevi sotto. Cari amici del Sud, vi lamentate sempre del fatto che nelle vostre città non arriva turismo, finanziamenti, grandi eventi: eccovi qui servita su un piatto d’argento la rinuncia di Roma e l’occasione per voi, e per l’Italia intera, di riscattarci un po’. 
Il Direttore

Nadal insegna che lo show, a volte, può anche fermarsi per qualche minuto


rafael-nadalE’ successo che durante una sfida-esibizione a Maiorca tra Nadal e McEnroe (come riportato dal Daily Mail) a un certo punto, prima di una sua battuta, quando di solito cala un silenzio religioso sul campo, Rafael e tutti i 7 mila spettatori presenti e i milioni in diretta tv, sentono una madre chiamare ad alta voce “Clara, Clara” con una voce sempre più rotta dalla disperazione del non ritrovare la figlia che, tra uno scambio e l’altro, si era allontanata da lei.
Nadal guarda gli spalti, capisce il dramma che si sta consumando (l’incubo di tutti noi genitori quando andiamo coi figli allo stadio) e non effettua la battuta spostando la concentrazione di tutti non su di lui ma su Clara.

giovedì 29 settembre 2016

Auguri Silvio Berlusconi, l’uomo degli eccessi

Ho lavorato per 8 anni per Silvio Berlusconi tramite uno dei suoi più diretti collaboratori, l’ho incontrato però una volta sola mentre faceva shopping vicino a Palazzo Grazioli, in un negozio di bigiotteria. 
Oltre ad aver lavorato per lui l’ho anche votato e fatto votare e quindi, non essendo uno di quelli che nega il passato, ho tutto il diritto di dire che in molti aspetti la rivoluzione liberale che aveva proposto è fallita, parte per colpa sua, gran parte per colpa di tanti altri agenti interni ed esterni. 
Silvio Berlusconi per me è stato prima il presidente del Milan, poi il Presidente del Consiglio e adesso non è più nessuna delle due cose. Ho fatto una esperienza bellissima di lavoro anche se ogni giorno eravamo sotto pressione: a noi non era concesso il seppur minimo errore non perchè Silvio fosse tiranno o vendicativo (anzi) ma perchè la stampa non ci permetteva nulla. 
Sono stato in un gruppo di lavoro che per anni ha provato a tradurre in slogans, slides, infografiche, manifesti ed altro il suo messaggio politico, il suo entusiasmo umano, la sua follia e a volte ci siamo pure riusciti! 
Di lui so che è l’uomo degli eccessi, in negativo e positivo: prendere o lasciare. So di centinaia di persone aiutate nei momenti e nelle situazioni più disparate e disperate. 
Gli auguro di trovare un po’ di pace in quest’ultima parte della sua vita e magari ora che, anche contro il suo volere, è fuori da tutti i giochi, anche quelli calcistici, possa godersi se stesso e quelle persone che sempre gli sono rimaste leali. 
Auguri Silvio. 
Il Direttore

mercoledì 28 settembre 2016

“L’entusiasmo è uno strumento più efficace della rassegnazione”, parola di Lorenzo Jovanotti

I miei figli li porterei, ancora e solo (per ora) ai concerti di Jovanotti, Lorenzo Cherubini. Ci siamo stati l’anno scorso con Massimo, 8 anni, all’apertura del tour negli stadi ad Ancona e poi ho raccontato dei Super Poteri. Ieri Jovanotti ha compiuto 50 anni e, mentre noi eravamo qui impegnati a fare gli auguri a Totti, abbiamo deciso di tenere in fresco un altro spumante per il più spumeggiante degli artisti italiani. 
Jovanotti è cresciuto tantissimo, artisticamente parlando, da Gimme Five ad oggi però il bello suo è che è rimasto quello di Gimme Five (e io lo seguo da allora!): un ragazzo consapevole di essere fortunato e desideroso di continuare a restituire al Mondo parte di quella Gioia di vivere, lottare, cantare, sacrificarsi che ha dentro di sè. 

martedì 27 settembre 2016

Auguri al campione e al padre di nome Francesco Totti

Una quindicina di anni fa, qualcosa in meno veramente, incontrai per caso Francesco Totti, col fratello ed un amico, all’aeroporto di Fiumicino intento ad aspettare il volo per Milano come stavo facendo io in uno dei miei primi andirivieni dalla città natia a quella adottiva.
img-20160927-wa0003Totti era lì tranquillo in mezzo a tutti i passeggeri, scherzava col fratello e quindi mi sono avvicinato chiedendogli una foto assieme.
Parlo di una epoca nella quale c’erano i primi cellulari ma non scattavano fotografie ma io, da bravo giornalista quale sono sempre e ovunque, avevo con me la macchinetta fotografica e il fratello, gentilmente, ci ha scattato una foto (che è quella che vedete qui).

Francesco mi disse che stava andando a Milano a prendere il regalo di matrimonio per Ilary, io stavo rientrando a casa ad annunciare ai miei genitori il mio prossimo matrimonio.

lunedì 26 settembre 2016

In coda alla Sagra della Bruschetta dissertando con Grillo e Assange

“Quando riprenderai a fare il giornalista a tempo pieno?” mi chiede un amico, giornalista, in coda con me alla Sagra della Bruschetta che si sta svolgendo presso la Parrocchia romana della quale entrambe facciamo parte. “Non lo so – gli rispondo seriamente – dipende se trovo qualcuno disposto a pagarmi abbastanza per mantenere la famiglia” e lui conclude: “Beh allora poi sarai come me, non più libero di scrivere quello che vuoi” e ordina la sua cena.
Il nostro dialogo affettuoso si svolge inconsapevoli del fatto che, a circa 700 km di distanza, a Palermo, Beppe Grillo sta ospitando, via telefono, Julian Assange al Primo Raduno Nazionale dei 5 stelle e i due stanno parlando di questo argomento. 
Assange elogia Grillo per aver vinto in Italia “..sbaragliando la stampa corrotta” e poi allarga il concetto alla stampa mondiale: “Le menzogne pubblicate dalla stampa provocano le guerre. Credo che ogni giornalista sia responsabile di almeno 10 morti”. 

Se l'Italia somigliasse a Jovanotti - di Marino Bartoletti

Lo so che l’hai visto, caro Direttore. E so che ne hai respirato a pieni polmoni l’entusiasmo, l’elettricità, il talento, la creatività, il sentimento, la voglia di trasmettere quella positività che sembra faccia a pugni con la malinconia di questo Paese che sei costretto a raccontare tutti i giorni. Come sarebbe bello se l’Italia gli assomigliasse: lui che sa essere poeta e guerriero, sognatore e trascinatore. Lui che ha sempre saputo migliorarsi, mettendo a frutto gli errori e persino il dolore.
Corre Lorenzo Jovanotti, corre: su quel palco sconfinato che potrebbe essere la metafora di tanti nostri passi perduti e che invece sotto i suoi piedi diventa un terreno di conquista, di forza e di passione. Corre: ma contrario di Forrest Gump non si sente mai “stanchino”. Corre e salta. Salta e canta. E soprattutto incanta
Stasera si esibirà a Roma: e invidio chi ci sarà. L’altra sera a Bologna, alla fine del suo settimo concerto del tour 2015, mi sono ritrovato a guardare lo stadio che non si svuotava neanche dopo la sua ultima canzone: il pubblico era inebetito, prima ancora che ammirato, appagato, felice. E mi sono domandato quante altre volte nella mia vita avessi provato un’emozione così intensa. E a chi me lo ha chiesto esplicitamente, quasi leggendomi nel pensiero, ho risposto : ”E’ come se avessi appena visto una finale mondiale”!

domenica 25 settembre 2016

I giornalisti scrivono “la prima bozza della storia”

Tra le tante e belle parole che Papa Francesco ha rivolto a noi giornalisti lo scorso giovedì (ho messo qui sul mio blog il testo completo) mi hanno ben impressionato questi due passaggi che mi piace anche riportare come augurio, e come monito, ai colleghi di Daily Views. 
“Ci sono poche professioni che hanno tanta influenza sulla società come quella del giornalismo. Il giornalista riveste un ruolo di grande importanza e al tempo stesso di grande responsabilità. In qualche modo voi scrivete la “prima bozza della storia”, costruendo l’agenda delle notizie e introducendo le persone all’interpretazione degli eventi”.

venerdì 23 settembre 2016

Partecipare alle Olimpiadi per dimostrare di essere migliori

Questa estate io, mia moglie e i nostri figli abbiamo passato tante serate assieme, davanti al televisore, prima a vedere le Olimpiadi e poi le Paralimpiadi. Conoscere le storie dei singoli atleti, per lo più sconosciuti, ha aiutato i nostri figli (e noi, perchè un ripassino va sempre bene!) a imparare che nella vita, con sacrificio, abnegazione, dedizione, impegno e professionalità (e fortuna) si possono raggiungere molti risultati, a volte tutti quelli che ci prefissiamo. 
Gli atleti partecipano alle Olimpiadi per dimostrare di essere, in quella disciplina, i migliori. 
Nella disputa su “Olimpiadi Si – Olimpiadi No” a Roma, quello che mi ha stupito della classe dirigente attuale, è il non saper guardare oltre il proprio naso, o meglio, oltre il proprio mandato. In Italia non esiste più qualcuno in grado di dire: per la mia azienda nei prossimi venti anni vorrei questo, per la mia Regione nei prossimi 15 anni vorrei che…e via dicendo. 
Perchè questo? Sia perchè siamo un paese gestito da vecchi e sia perchè i giovani hanno perso la speranza e il coraggio. 
E’ vero che in passato in tantissimi hanno rubato per l’organizzazione dei Mondiali di Nuoto ed altre manifestazioni simili, ma le Olimpiadi 2024 potevano essere l’occasione, in questo caso, per dimostrare non che si è “i migliori” ma semplicemente “migliori” di chi ha mal gestito prima. 
Il Direttore – @giorjolly

giovedì 22 settembre 2016

Papa Francesco ai Giornalisti

Sala Clementina
Giovedì, 22 settembre 2016
Gentili Signori e Signore,
Vi ringrazio per la vostra visita. In particolare ringrazio il Presidente per le parole con cui ha introdotto il nostro incontro. Ringrazio il Prefetto della Segreteria per la Comunicazione anche per le sue parole.
Ci sono poche professioni che hanno tanta influenza sulla società come quella del giornalismo. Il giornalista riveste un ruolo di grande importanza e al tempo stesso di grande responsabilità. In qualche modo voi scrivete la “prima bozza della storia”, costruendo l’agenda delle notizie e introducendo le persone all’interpretazione degli eventi. E questo è tanto importante. I tempi cambiano e cambia anche il modo di fare il giornalista. Sia la carta stampata sia la televisione perdono rilevanza rispetto ai nuovimedia del mondo digitale – specialmente fra i giovani – ma i giornalisti, quando hanno professionalità, rimangono una colonna portante, un elemento fondamentale per la vitalità di una società libera e pluralista. Anche la Sante Sede – a fronte del cambiamento del mondo dei media – ha vissuto e sta vivendo un processo di rinnovamento del sistema comunicativo, da cui voi pure dovreste ricevere beneficio; e la Segreteria per la Comunicazione sarà il naturale punto di riferimento per il vostro prezioso lavoro.

mercoledì 21 settembre 2016

Ogni volta che do in premio una Bilancia Gibertini non penso solo a mio nonno ma anche ai miei figli

Gisberto Gisberto - nonno
Questa sera ho premiato alcuni ricercatori della Università Roma3 che hanno vinto il concorso poster indetto per il Convegno Nazionale Gmee-Mtt e quindi hanno ricevuto, come premio, una nostra Bilancia tecnica Euc7500.
Alla cena di Gala presso Villa Orsini in provincia di Avellino, ho ricevuto incarico dall'organizzatore, Pasquale Daponte, di consegnare loro il premio.
Non è la prima volta che mi capita questo onore di rappresentare la mia famiglia, la nostra azienda ed ogni volta che lo faccio penso a mio nonno, a mio padre, ai miei zii che hanno costruito tutto questo ma penso anche ai miei nipoti ed ai miei figli che spero un giorno proseguiranno, con migliori fortune delle attuali, il nostro lavoro, la nostra storia.



giovedì 15 settembre 2016

I diluvi estivi, le bombe d'acqua di fine estate

 Ora non piove più a Roma ma ci sono solo le bombe d'acqua. Ecco quella che si è scatenata improvvisamente oggi e che ha inondato il nostro cortile. La musica dell'acqua sulla tende, invece, ha sempre il suo fascino.

Secondo esordio della settimana: anche Matteo oggi varca la soglia della Prima Elementare

Matteo, il piccoletto, il nostro dolcissimo Matteo, da oggi in Prima Elementare. Eccolo! Dopo Mauro che è passato in prima media, anche la nostra famiglia ha finito la sua presenza nella scuola materna. La insegnante di Mauro, suor Giuliana, ricomincia con Matteo così potrà conoscere due Gibertini differenti.
Auguri piccoletto nostro, auguri figlio nostro, auguri Pappi: ora sì che comincia il bello!

mercoledì 14 settembre 2016

Mio nonno nascondeva nelle bilance una lampadina di scorta.....

Questa vecchissima bilancia analitica Gibertini opera perfettamente, da oltre 40
anni, presso un ufficio pubblico di Roma dove si effettuano analisi sulle bevande spiritose ed alcooliche. In questi anni avrà visto passare decine di migliaia di campioni da analizzare e decine di tecnici che le hanno messo le mani addosso usandola ma conservandola perfettamente.
Per funzionare col lettore ottico ha bisogno di una lampadina che veniva fornita con l'acquisto. Pochi sanno però, compreso il super tecnico che ho incontrato oggi, che mio nonno "nascondeva" all'interno della stessa bilancia una lampadina di scorta e quindi, quando mi ha "convocato" in sede per mostrarmi il problema è rimasto stupito, coi suoi colleghi, di avere a portata di mano anche la soluzione dello stesso.
Ho letteralmente "goduto" nel vedere il loro sguardo illuminarsi assieme alla lampadina ma prima nello scoprire "il nascondiglio" e poi nel constatare il ri-funzionamento perfetto del lettore ottico e quindi della bilancia.
"Per altri 40 anni siete a posto" gli ho detto scherzando e porto ancora il loro sorriso soddisfatto in giro con me.

lunedì 12 settembre 2016

Da oggi Mauro in Prima Media

Oggi ho accompagnato Mauro al suo primo giorno di Prima Media. E' andato, imperscrutabile nei suoi pensieri come sempre ma per strada fischiettava. Ha individuato i suoi ex compagnetti, ha aspettato un po' con loro e poi si è messo al primo banco con Esakelo, altro ex compagno che rimarrà con lui anche in questa avventura.
I professori e il preside ci hanno chiaramente detto che li portiamo bambini e li ritroveremo, da dicembre, ragazzi.
Vai Mauro.
E' un altro grande cambiamento, un altro grande inizio per te...e per noi

domenica 11 settembre 2016

Santuario della Mentorella anche in famiglia

Al Santuario della Mentorella sono già stato altre volte, in solitudine, a cercare pace, preghiera, silenzio.
Oggi ci siamo tornati col nostro gruppo Parrocchiale, famiglia di famiglie, ed è stato altrettanto bello poter donare loro la possibilità di incontrare questo "luogo" che non conoscevano.
Suggestivo il momento di preghiera e silenzio, tutti assieme, bimbi compresi, dentro la Grotta di San Benedetto.
La giornata è stata poi arricchita e abbellita dalla profondità e simpatia di Padre Adam, il parroco del Santuario della Mentorella.
Ti consiglio questo posto, amico, se stai cercando un luogo dove incontrare Dio e te stesso.

sabato 10 settembre 2016

La rana scappa dal dorso della tartaruga


 Vivono e giocano assieme la nostra rana e la nostra tartaruga. Oggi, in occasione delle pulizie settimanali, si sono dovute supportare a vicenda e la tartaruga ha dato un passaggio alla rana, manco fosse bla bla car. Guardatevi il video


venerdì 9 settembre 2016

Non esistono più errori di ortografia, è tutta colpa del T9 - ilcentuplo

Ho il maledetto vizio di correggere gli errori ortografici e grammaticali di chi scrive o un post su facebook o peggio ancora messaggi in whatsapp. Non sopporto leggere l’apostrofo dopo un maschile (spesso) o le “h” quando non ci vogliono. E’ una cattiva abitudine, la mia, lo so, che ogni tanto mi porta a guadagnarmi qualche vaffa.
Però non ci posso fare niente. Quando sono in buona poi correggo “fraternamente” in privato, se no mi diletto in pubblico.
Mi capita sempre più spesso con colleghi giornalisti, sindaci di paese che emettono comunicati con errore e la risposta sapete quale è sempre: è colpa del T9.
Disattivatelo questo imbranato del T9 allora e, come dico sempre quando faccio i corsi di giornalismo, tenetevi a portata di mano un dizionario dei sinonimi e contrari e ripassate un po’ di grammatica (anche con le applicazioni dedicate!)
Tutta colpa del T9? Sarà vero? Mah, qualche dubbio mi sorge. Vi do poi un altro suggerimento: prima di premere invio contate fino a dieci, almeno, rileggendo con attenzione tutto quello che avete scritto. Il mondo non è sempre in ansia perché attende le vostre sentenze: dieci secondi li possiamo aspettare.

martedì 6 settembre 2016

Mauro e Carino dormono in simbiosi così

Mauro e Carino hanno la stessa età: loro dormono in simbiosi così sul divanetto di casa nostra.
Buona notte.

domenica 4 settembre 2016

Santa Madre Teresa di Calcutta “Il più grande distruttore della Pace è l’aborto” - ilCentuplo

L’11 dicembre 1979, madre Teresa ricevette il premio Nobel per la pace, un riconoscimento per il suo servizio per e con i poveri, per il tempo speso con quelli che il mondo considerava “intoccabili”. Madre Teresa ha lavorato per la pace in molti modi essenziali: “Una caratteristica del suo lavoro è stato il rispetto dell’essere umano, per la sua dignità e il valore innato, il suo impegno per l’inviolabilità della dignità di ogni uomo”, si legge nella motivazione del premio.
A Oslo, ricevendo il prestigioso riconoscimento, la Santa però disse qualcosa di molto forte, che politicamente poteva suonare quasi ‘scorretto’, irripetibile: “Io sento che il più grande distruttore della pace oggi è l’aborto, perché è una guerra diretta, un’uccisione diretta, un omicidio commesso dalla madre stessa – disse la suora -. Oggi il più grande distruttore della pace è l’aborto. Tante persone sono molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa, dove tanti ne muoiono di malnutrizione, di fame e così via, ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre. E questo… è il grande distruttore della pace oggi. Perché se una madre può uccidere il proprio bambino, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me? Nulla”. “Per favore non distruggete i bambini, li prenderemo noi”, aggiunse madre Teresa che con le sue suore accolse centinaia di migliaia d bambini e di madri.
Oggi Madre Teresa è Santa

Tornati a Roma

Le borse posano in cortile. Siamo tornati a casa, a Roma. Qui il terreno non trema anche se a noi a volte sembra di si.
La testa gira ma è solo una impressione.
Siamo a casa.
A Roma ci sono sicuramente altri pericoli ma non quelli del terremoto.
Ora siamo fermi.

sabato 3 settembre 2016

L'ultima scossa di terremoto qui, in Montagna. Domani, a Dio piacendo, partiamo.

L'ultima scossa l'abbiamo sentita qui, in montagna (tra Venarotta e Cerreto), mentre davanti a noi i nostri figli giocavano per terra a carte ed io e mia moglie, seduti sull'erba, cercavamo di goderci quella pace, quel silenzio, quella tranquillità.
Un attimo, pochi secondi (7 o 8) alle 12.28 di oggi sono diventati un forte tremolìo che da dietro ci è rientrato nelle viscere, nella vita.
Ci siamo guardati, io e Sara, con lo stupore di chi si ritrova scoperto, inseguito! Anche qui, ci siamo detti, anche in montagna non c'è scampo. Fino alle 12.28 di oggi la "montagna" mi era sempre sembrata eterna, immobile, impenetrabile, inamovibile. No, il terremoto è più forte. Il terremoto l'ha creata e la può anche distruggere!

giovedì 1 settembre 2016

Su che canale è la guerra?

“Vado a letto presto io” ci comunica  quella ragazza venuta da lontano “perché voglio svegliarmi per vedere la guerra”
“Hai ragione è vero che è stanotte – ribatte l’amica di studi – a che ora?”
“Mah ,hanno detto verso le due”
“E su che canale?”
“Penso sul cinque o sull’uno… secondo me su tutti”
Ascolto allibito questa conversazione delle due amiche che ho conosciuto questa sera in questa cena improvvisata posto convegno. Hanno circa la mia età, sfiorano leggiadre i 30 anni, alcune studiano ancora mentre altre già lavorano.
La prima sembra convinta: a letto presto rinunciando a Zelig Circus per poter essere sveglia per le due di mattina e non perdersi i primi spari: d’altra parte a qualcosa bisogna rinunciare.
Rientro a casa in tarda serata e già Emilio Fede ha iniziato una lunga diretta: non oso guardare gli altri canali per non vedermi il medesimo spettacolo orripilante di un giornalismo avvoltoio.
Buona notte.

mercoledì 31 agosto 2016

Vita e morte, sopravvissuti e terremotati,nel primo giorno di lavoro a Roma

Le zone colpite dal terremoto sono terre di romani.  Non solo Amatrice ma anche qui da noi nell'ascolano sul confine col Lazio, i nostri paesi sono pieni di romani che tornano dai nonni, romani che hanno la seconda casa, romani che sono in villeggiatura.
Quando abbiamo avuto contezza di tutto quello che era successo, con mia moglie ci siamo detti: chissà quanti morti di Roma.
E così è. 
Oggi presso questo mio cliente non c'era più la signora 50enne centralinista bionda. Ho chiesto al mio contatto, Angelo, e mi ha detto: se l'è inghiottita Amatrice assieme al marito.
Si chiamava Silvia Di Domenico, aveva insistito tantissimo con la proprietà per andare in ferie una settimana dopo e quindi poter essere ad Amatrice proprio quei giorni. 
Gaetano invece aveva il figlio ad Amatrice: erano in piazza, proprio sotto l'Hotel Roma, con gli amici e sono stati lì a mangiare e bere fino alle 2.30. Poi ha litigato con la fidanzata, sie ne sono andati tutti e lui è tornato a Roma ed è salvo. 
Vita e morte. 

martedì 30 agosto 2016

Ecco l'Audio della puntata di Radio Mater nella quale abbiamo parlato di post terremoto

Ieri sera a Radio Mater abbiamo parlato di aiuto al terremoto.
E' intervenuto aolo Cortelli Panini , Vice Presidente Settore Regionale Marche del Soccorso Alpino, Istruttore Nazionale Unità Cinofili, volontario) che ha portato, tra i primi gli aiuti ad Arquata del Tronto e Pescara del Tronto. 
Poi Don Umberto Puglia, parroco di Venarotta (Ascoli Piceno) che per 15 anni è stato parroco alla ormai scomparsa Pescara del Tronto: lui stesso è tornato sul luogo della tragedia e ci ha confidato di non aver neanche riconosciuto il punto preciso sul quale si ergeva la sua ex Parrocchia.
Antonella Diegoli, del Mpv italiano, che sta coordinando gli aiuti psiciologici, e non, alle mamme incinta colpite dal terremoto. Antonella Diegoli, di Finale Emilia, ci racconterà di questo progetto già attuato nell'altro tremendo terremoto che ha colpito, qualche anno fa, l'Emilia Romagna.
Infine dalle 21.45 avremo in diretta Costanza Miriano, sposa, mamma, giornalista ma soprattutto fervente e "fantasiosa" cattolica che ha lanciato la misericordiosa idea, assieme ad una sua amica, di pregare e prendere l'indulgenza plenaria per le vittime del terremoto uccise nella notte (che vadano in Paradiso)
Buon ascolto i ri ascolto

lunedì 29 agosto 2016

Dopo il terremoto....che vadano in Paradiso: questa sera dalle 21 a Radio Mater

Questa sera dalle 21 alle 22.30, nel mio consueto programma chiamato "Accogliamo la vita" a Radio Mater (www.radiomater.org - oppure cerca la frequenza della tua città) parleremo di "Accogliamo la vita nelle tendopoli e per le vittime del terremoto che vadano in Paradiso".
Per tutta la puntata vi sarà con me Antonella Diegoli, del Mpv italiano, che sta coordinando gli aiuti psiciologici, e non, alle mamme incinta colpite dal terremoto. Antonella Diegoli, di Finale Emilia, ci racconterà di questo progetto già attuato nell'altro tremendo terremoto che ha colpito, qualche anno fa, l'Emilia Romagna.
Si collegherà con noi uno dei responsabili del Soccorso Alpino della Regione Marche (per la precisione Paolo Cortelli Panini, tel. 0744303185, Vice Presidente Settore Regionale Marche del Soccorso Alpino, Istruttore Nazionale Unità Cinofili, volontario) che ha portato, tra i primi gli aiuti ad Arquata del Tronto e Pescara del Tronto. 
Interverrà per qualche minuto don Umberto Puglia, parroco di Venarotta (Ascoli Piceno) che per 15 anni è stato parroco alla ormai scomparsa Pescara del Tronto: lui stesso è tornato sul luogo della tragedia e ci ha confidato di non aver neanche riconosciuto il punto preciso sul quale si ergeva la sua ex Parrocchia.
Infine dalle 21.45 avremo in diretta Costanza Miriano, sposa, mamma, giornalista ma soprattutto fervente e "fantasiosa" cattolica che ha lanciato la misericordiosa idea, assieme ad una sua amica, di pregare e prendere l'indulgenza plenaria per le vittime del terremoto uccise nella notte (che vadano in Paradiso): la sostengo, aderisco e ben volentieri, nel mio piccolo, diffondo quindi ne parleremo per tutto il resto della trasmissione con Costanza.
Si potrà intervenire in diretta, con domande o testimonianze, sempre secondo i tradizionali canali ovvero: telefono per la diretta 031-646000 - cellulare per gli sms 3317914523 infine email diretta@radiomater.org.
Vi aspetto

Via Salaria ora via Crucis dolorosa

Questa mattina ho ripercorso la via Salaria da Ascoli Piceno (Mozzano) a Roma per rientrare al lavoro. I primi 48km, fino ad Amatrice, sono una vera e propria Via Crucis dolorosa, afflitta continuamente da case crollate, tendopoli, parcheggi dei mezzi di soccorso e indicazioni stradali riportanti, come un freddo necrologio, il nome di quei paesi.

venerdì 26 agosto 2016

Terremoto: perché non torniamo a Roma

In tanti, amici e parenti non marchigiani, mi chiedono perché non carico la famiglia in auto e torniamo a Roma invece di rimanere qui a Venarotta (Ascoli Piceno) a combattere contro la paura e a convivere con le continue scosse di terremoto (stanotte ne ho sentita una alla 1.50 ed un'altra molto forte alle 6.30).
Per noi questa cittadina non è terra di vacanza, luogo di villeggiatura. Qui abita la nostra famiglia, qui c'è nonna Alba (90 anni e tanti terremoti alle spalle), qui c'è Nonna Silvana, i cugini. Questa è la nostra seconda casa, dove torniamo almeno una volta al mese durante l'anno, se non di più, quindi, vi chiedo, si può scappare da casa propria?
Quando sono caduto in moto, tanti anni fa, per la prima volta, mi è stato insegnato a riprendere la moto e ripartire subito altrimenti non sarei più riuscito a farlo.
Scusate il paragone, ma qui è quasi lo stesso.
Mia moglie Sara, mia suocera Silvana, nonna Alba insegnano che bisogna conviverci con il terremoto, che le scosse di assestamento, più o meno forti, potranno andare avanti anche per mesi e che non bisogna avere paura.
Io ho avuto paura, tanta, alle 3.38 del 24 agosto e adesso ne ho ancora, sono un fascio di nervi ma come non mi arrendo a non prendere più la metro a Roma, o il Frecciarossa, o l'aereo per "evitare" gli attentati così combatto contro me stesso, aiutato da mia moglie, per imparare a convivere contro ogni scossa di assestamento, sentendola arrivare nelle vene, contando i secondi e pregando che passi presto, aspettando la prossima, quasi con ansia, quasi come per avere altre ore di "tregua" e poter dire anche questa è passata.
Non si scappa dalla propria vita e i nostri figli, purtroppo, che hanno dentro almeno metà sangue marchigiano, questo lo stanno imparando.
Poi che Dio ci protegga, che sant'Emidio ci protegga.