sabato 26 novembre 2016

Cittadino del mondo

Il tuo Cristo è ebreo
e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina
e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese
e il tuo caffè è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero
e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana
e la tua camicia è hawaiana.
Le tue vacanze sono turche
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo
non rimproverare al tuo vicino
di essere...Straniero

Graffito anonimo - Monaco di Baviera

venerdì 25 novembre 2016

Do Do Re Do Fa Mi....

Non so come mai ma mi è rimasto impresso nella mente tutto il semplice spartito di Tanti Auguri e stasera ho stupito i miei figli, e mia moglie, dettando loro tutte le note, precise, per poi esibirmi con Massimo in una bella suonata al flato in coppia.
Bello.
Nella mia mente da decenni è impresso quel Do Do Re Do Fa Mi, Do Do Re Do Sol Fa, Do Do DO La Fa Mi Re, Si Si La Fa Sol Fa


martedì 22 novembre 2016

Istituto Superiore di Sanità: chi controlla la nostra salute non può essere precario per sempre

Sono mogli, mariti, mamme, papà ma soprattutto sono grandi professionisti, tecnici, ricercatori, alcuni pluri laureati e con master e specializzazioni (580 in totale) che compongono la spina dorsale dell’Istituto Superiore di Sanità, l’ente che vigila sulla nostra vita e sulla nostra salute, ma sono precari, con contratti rinnovati, a fatica, di anno in anno, chi da 10, chi da 13 e persino alcuni da 25 anni. 
Da due giorni hanno occupato l’Aula Magna dell’ISS (per la prima volta in vita loro) perchè chiedono semplicemente di essere “regolarizzati”, non solo per loro ma anche per noi. 
Girando i corridoi dell’ISS li incontri affaccendarsi in controlli: Antonella, 25 anni di precariato, controlla i cibi che ogni giorno noi mangiamo; Renzino, 16 anni di precariato, controlla che i dispositivi medici siano a norma e non nuocciano alla salute; Giorgio, 13 anni di precariato, controlla che i giochi, i piatti di plastica, le posate di plastica non siano inquinanti e via dicendo, piano dopo piano, palazzina dopo palazzina fino ad arrivare a chi verifica i vaccini che vengono somministrati ai nostri bambini. 
Precari nei contratti e precari nella strumentazione. Lavorano spesso con strumenti vecchi, gestiti sapientemente e con cura nel tempo; pur nella loro instabilità contrattuale hanno a cuore le sorti dell’Istituto e della Nazione intera, lavorando ogni giorno silenziosamente, senza riflettori. 
E nel silenzio di un’altra notte hanno deciso di alternarsi in questa manifestazione di protesta perchè col succedersi dei Governi hanno visto concretizzarsi solo grandi proclami e niente altro. Alternarsi vuol dire che mentre alcuni protestano gli altri portano avanti il lavoro, come farebbero due genitori che non smettono mai di vigilare sui propri figli. 
Sono lì e staranno lì a lungo. Idealmente mi metto accanto a loro perchè molti li conosco, so come lavorano, conosco la loro vita che è semplicemente quella di ragazzi e ragazze italiani cresciuti nel grande ideale della ricerca e del bene comune ma che stanno invecchiando nella precarietà di questa Nazione incapace di premiare le proprie eccellenze. 
Il direttore

giovedì 17 novembre 2016

Maker Faire Rome, ovvero cinque ore…con il naso all’insù

Quest’anno a Maker Faire Rome sono andato con tre giovani “giornalisti” aiutanti, assetati di novità, curiosi ad ogni passo (6 padiglioni e 600 espositori): i miei tre figli! 
Abbiamo passato cinque ore a camminare (a volte correre, spesso fermi in coda per la ressa incredibile di gente) da una innovazione all’altra e i mie i figli avevano sempre “gli occhi e il naso all’insù”. 
All’insù per vedere le gare dei droni o ascoltare la spiegazione sull’utilizzo degli stessi per aiutare i coltivatori; all’insù per capire come si possono catturare le onde sonore; all’insù per controllare che cosa stavano creando le giganti stampanti in 3d; all’insù per controllare il movimento dei robot e di piccoli aerei a celle solari; all’insù per immaginare, creare, sperare, sognare un mondo diverso. 
Maker Faire è un concentrato di questo e di tanto altro, è quel futuro che è già a portata di mano e ci ha fatto molto piacere incontrare tantissime realtà, private e pubbliche, ma italiane capaci di essere leaders mondiali nel mondo dell’innovazione. 
“Quello che puoi pensare lo puoi stampare” recitava uno dei tanti slogan. 
Ora ai miei figli devo insegnare a spostare lo sguardo da “all’insù” a dritto davanti a loro: il futuro è lì che li aspetta, subito dopo il presente. Forza ragazzi! 
#Buongiorgio

martedì 15 novembre 2016

Impossible is an opinion: addio Enzo Maiorca


Per chi come me qualche immersione l’ha fatta, Enzo Maiorca era un mito irraggiungibile, un grande esempio e ricordo ancora, nel 1988, la diretta della sua apnea quando scese a 101 metri contro ogni previsione.
In ogni sua immersione ha sfidato la fisica, la pressione, le atmosfere, i media, i colleghi, la critica e tra i suoi motti vi era questo: “Impossible is an opinion“.
L’impossibile è un’opinione, quindi non necessariamente sempre un fatto.
Maiorca ogni volta che finiva le immersioni, risaliva e si metteva, sorridente, seduto sul gommone a guardare, con calma, per un po’, il mare dall’alto dopo aver penetrato la sua profondità.
Buona immersione nell’Infinito, Enzo.
#Buongiorgio

domenica 13 novembre 2016

Cari giornalisti italiani, per capire Trump bisogna almeno imparare l’inglese

Non dico tanto, amici colleghi direttori e giornalisti degli inutili media italiani, ma almeno mettetevi a ripassare l’inglese o, alla peggio, imparate a fare buon uso di Google Translate. Tutti i grandi quotidiani nazionali hanno titolato: “Trump caccerà 3 milioni di immigrati” sbizzarrendosi solo sul cambiare il termine “caccerà” con altri sinonimi. 
Peccato che leggendo l’originale intervista della CBS a Trump il presidente eletto, a domanda precisa, risponde: 
Lesley Stahl: What about the pledge to deport millions and millions of undocumented immigrants? 
Donald Trump: What we are going to do is get the people that are criminal and have criminal records, gang members, drug dealers, we have a lot of these people, probably two million, it could be even three million, we are getting them out of our country or we are going to incarcerate. But we’re getting them out of our country, they’re here illegally. After the border is secured and after everything gets normalized, we’re going to make a determination on the people that you’re talking about who are terrific people, they’re terrific people but we are gonna make a determination at that– But before we make that determination– Lesley, it’s very important, we want to secure our border. 

sabato 12 novembre 2016

Matteo va ancora in cantina

Questa mattina Matteo si è svegliato nel lettone con me e mi ha chiesto subito: "Che cosa vuoi da mangiare babbo?". Io gli ho risposto: "Spaghetti alla carbonare, una bella bistecca al sangue, un bel bicchiere di vino e acqua naturale". Matteo ha preso le ordinazioni a mente e poi è "sceso in cantina", ovvero si è infilato sotto le coperte ricomparendo, poco dopo, con il primo pronto e dicendomi: "La bistecca sta ancora cuocendosi".
A me non interessa Matteo che tu abbia un futuro da chef stellato, come si usa dire oggi, però rimani più a lungo possibile così, il mio coccolone infinito, che al mattino va ancora in cantina.

venerdì 11 novembre 2016

La verità sulle buche di Roma: servono per i piloni della Funivia della Raggi

Da quando vivo a Roma (13 anni ormai) ho scoperto che nella Città Eterna, oltre ai famosi tre Misteri della Chiesa (quanti soldi hanno i Salesiani, quanti sono gli ordini religiosi delle Suore, che cosa pensano davvero i Gesuiti) ne esiste un altro, più laico, ma sempre arcano e cioè: quante buche ci sono per le strade della Capitale? 
In questi 13 anni ho visto passare sindaci come Rutelli, Veltroni, Alemanno e ora Raggi, ho conosciuto Assessori comunali, consiglieri Regionali, consiglieri Municipali e ognuno sulle buche di Roma aveva la sua teoria, la sua idea, la sua soluzione ma il risultato è che le buche sono sempre lì, anzi aumentano e si allargano, e se non ci pensano i singoli cittadini a chiuderle (come è successo a Battistini davanti alla Metro), si va avanti per mesi con transennamenti e riduzioni di corsia. 
In questi giorni in Tangenziale Est, una delle arterie principali di Roma Nord, si è creata una buca “per dissesto del manto stradale” che ha costretto tutti i romani a viaggiare ad una corsia sola ma il bello è che davanti alla cavità ha sostato una macchina della Polizia Municipale, a lampeggianti accesi, dalle 8 alle 18 (fino a fine turno) senza che nessun tecnico intervenisse a chiudere la voragine. 
Allora mi son confrontato con Mario il Saggio, Mario il tecnico, Mario l’urbanista, Mario il costruttore, Mario romano da sempre che mi ha svelato la verità sulle buche a Roma. Mario mi ha detto e dimostrato chiaramente, dati e progetti alla mano, che le buche si stanno allargando volutamente, da sole, proprio perchè serviranno come base per i piloni della funivia Casalotti-Battistini promessa dal sindaco Virginia Raggi, in campagna elettorale. 
Quindi romani, smettiamola di lamentarci e di dire che il Sindaco (o chi per lei) non fa niente: qui tra poco avremo tanti di quei piloni che vedrete quante funivie si potranno realizzare! 
Da oggi, ogni volta che vedo una buca, sorrido in modo diverso. 
Buongiorgio

giovedì 10 novembre 2016

2 euro per 2 ruote

Mio Zio Benvenuto mi ha insegnato un trucchetto, uno dei tanti, per risparmiare e per arrivare, col tempo, a ricomprarmi la moto.
Lui mette da parte i 2 euro. Quando se li ritrova in tasca, a casa, in auto, li prende e li mette in un salvadanaio e poi a fine anno li conta e fa un regalo ai suoi nipoti.
Io da poco, e sicuramente non in maniera così scientifica, ho iniziato a seguirne l'esempio per arrivare a ricomprare la moto (spero prima dei miei 50 anni) e poter riandare in giro con mia moglie come due fidanzatini, anzi no come due sposini, anzi no come due innamorati anzi...come tutto questo.

mercoledì 9 novembre 2016

lunedì 7 novembre 2016

Mauro ha scritto il suo primo articolo di giornale

Mio figlio Mauro oggi ha affrontato il suo primo articolo giornalistico. Dopo aver passato, con i suoi compagni di scuola, una bellissima giornata nel Pineto a Roma (ne ho parlato qui) è tornato a casa con quattro pagine fitte di appunti su tutto quello che aveva fatto. Gli ho chiesto a che cosa sarebbero serviti e lui, serafico: "A scrivere un articolo di giornale". Così questa sera, tarda sera come i veri giornalisti, si è messo a scrivere e mi son permesso, come vedete in foto, di dargli qualche suggerimento per un buon articolo. 
Bravo figlio mio!

domenica 6 novembre 2016

Cara Boldrini altro che quote rosa, ci vorrebbero le quote “materia grigia”

La Presidente della Camera Laura Boldrini sta riuscendo nel difficile intento di passare come la peggior rappresentante delle Istituzioni di tutta la Storia Politica Italiana (superando di gran lunga anche Gianfranco Fini) impoverendo il suo incarico di interventi inutili come la femminilizzazione forzata di tutti i nomi degli incarichi pubblici, manco fossimo a Casablanca. 
Assessora, Sindaca, Presidentessa e via farneticando, come se fossero questi i problemi delle donne oggi, come se fosse così che si conclude il percorso di parità dei sessi. 
La presidente Boldrini ha dato il peggio di sè, riuscendo ancora a meravigliarci per la infinita quanto pericolosa dabbenaggine, incontrando, lo scorso 4 novembre, i bambini terremotati di Norcia, sotto una tenda-scuola e riuscendo a dire loro, mentre le porgevano disegni di benvenuta: “Adesso è come se siete in vacanza“. 

sabato 5 novembre 2016

Terremoto: a Bolognola sono rimasti in 34 allevatori, al mattino scavano tra le macerie e al pomeriggio seguono “le bestie”


Oggi, idealmente, siamo stati a Bolognola (Macerata), il comune più alto degli Appennini, situato prorio al centro del Parco dei Sibillini, a 1050 metri sul livello del mare. Bolognola era un paese di 110 abitanti che viveva di agricoltura, allevamento e turismo sciistico soprattutto l’inverno.
Bolognola è molto conosciuto dagli appassionati di montagna come meta, e partenza, di svariate escursioni panoramiche durante le quali vi è la rara possibilità di incontrare il Camoscio Appenninico o farsi, in inverno, qualche bella sciata.



Dopo il terremoto del 26 ottobre scorso il paese è quasi scomparso e a Bolognola sono rimasti 34 allevatori che al mattino scavano tra le macerie, cercando di mettere in sicurezza le case rimaste e al pomeriggio pensano alle loro “bestie”, a portar loro acqua, e a mandare avanti la loro vita e attività. A Bolognola in totale sono rimasti in 35, sindaco e vice sindaco donna, e la moglie di un allevatore, incinta, con un altro bimbo di 3 anni.

venerdì 4 novembre 2016

Mille km in solitaria per vedere la sua Pro Vercelli a Bari: ecco chi è “l’unico” tifoso

Ne hanno parlato in tanti ma sempre poco di Paolo Gagnone, ferroviere, tifoso della Pro Vercelli che il 29 ottobre scorso ha percorso mille km ad andare e mille a tornare per vedere la sua squadra del cuore (e dell’anima) perdere 2 a 0 in casa del Bari.
pro-vercelliArrivato nel capoluogo pugliese, Gagnone si è sistemato nella curva ospiti, ha esposto lo striscione del suo gruppo (gruppo????) di tifosi e ha seguito tutta la partita in compagnia di uno steward e di due poliziotti “addetti alla sicurezza”.
Finito l’incontro, Paolo ha raccolto lo striscione, sistemato in tasca la sciarpa della sua squadra e si è diretto di nuovo verso la stazione di Bari dove ha ripreso il treno per tornare a casa.
Complimenti per la passione, la dedizione e la costanza: siamo in tanti a tifare per te e questo modo di vivere il Calcio.
Buongiorgio

Massimo (9 anni) ha finito di scrivere la sua prima storia di fantasia....

Da qualche mattina Massimo si sveglia prima, fa colazione, e invece di guardare i cartoni animati alla televisione si mette al mio computer a scrivere.
"Sto scrivendo una storia di fantasia" mi ha detto.
Non mi ha ancora fatto leggere alcunché ma oggi mi ha comunicato di averla ultimata.
Bravo figlio mio!

giovedì 3 novembre 2016

Oggi Mauro è andato a piantare piante al Pineto per provare a farlo risorgere

Oggi Mauro e compagni ( della scuola Prima Media - Capozzi) sono andati, con le loro bravissime insegnanti, a piantare piante al Pineto per provare a farlo risorgere dopo il gravissimo incendio di questa estate.
Ecco un resoconto di Mario Scelzo

mercoledì 2 novembre 2016

Dobbiamo fermarci per “i morti” non “ai Santi”

Non ho tanti morti a Roma perchè qui non ho parenti e i pochi amici che mi sono creato col tempo, grazie a Dio, sono ancora vivi. I morti sono pochi e già li vado a trovare gli altri giorni, quelli a Roma come il piccolo Matteo Bramucci o Giuliano Gennaio, e ho mandato un pensiero al poeta che temeva la morte, Liberale Buracchini, ma che è sepolto lontano, a Sinalunga. 
I nonni, mio suocero, vivono il loro riposo eterno lontano, molto lontano. 

Matteo e la grammatica....

"Babbo sai che a scuola ieri abbiamo fatto grammatica?" mi dice Matteo, 6 anni, prima elementare.
"Ah si? E che cosa avete già fatto di grammatica?"
"Mah c'erano i triangoli, i quadrati, i cerchi...."

martedì 1 novembre 2016

“La città che muore” è come la morte: non la puoi raccontare, puoi solo viverla



Complice il ponte dei Santi e la felice visita a Roma del mio eterno amico Francesco, e famiglia, siamo stati tutti assieme, per la prima volta, a Civita di Bagnoregio, la cosiddetta “Città che muore“. Le sensazioni uniche che si provano arrivando a piedi, rigorosamente a piedi, in questo luogo sono anche difficili da raccontare per chi come me che nella vita qualcosa ha scritto. Percorrere quel lungo ponte, unica via d’accesso al borgo, in queste giornate di terremoto fa tremare le gambe perchè quella città è in piedi per miracolo, è un’isola in precario equilibrio su uno spuntone di tufo rosso.

Signore, pronuncia ancora quella parola potente che fece tacere la terra

O Gesù, Dio di pace, gettate uno sguardo di misericordia
su questa terra infelice; mirate quante lacrime si versano
nelle famiglie anche più innocenti.
Se avete scritto nei vostri decreti questo dolore,
ricordatevi che siamo figli, che per questo vi fermaste
in mezzo a noi sull'altare.
Pronunciate, o Signore, un'altra volta quella parola potente
che nel furore della tempesta fece tacere i venti,
ricompose le onde agitate, rese tranquillo e sereno il cielo.
Allora vedremo rifiorire questa terra e, mossi da viva gratitudine,
verremo al vostro altare per ringraziarvi con fede più viva,
più sicura speranza ed amore più riconoscente.