mercoledì 28 giugno 2017

A Vasco Rossi vorrei dire che....

Il 27 gennaio scorso sono usciti i biglietti per il concerto di Modena Park e io, come tanti anni, mi sono messo in coda, davanti al computer, per poterli comprare.
Io, sposato, padre di 4 figli, laureato, con un lavoro, cattolico praticante, amante della letteratura ed altro ancora.
Da allora è iniziato un frenetico e ansioso conto alla rovescia, mese dopo mese, ed eccoci qua.
Poi, non ricordo come, sono entrato in contatto con un gruppo Facebook che si chiama "Noisiamoisolitifatticosì- flasmobpit3), ho scambiato il mio pit2 con un pit3, per stare con loro perchè ho respirato subito l'aria giusta dei concerti.
Caro Vasco, vorrei dirti che al tuo concerto ci saranno padri e madri, alcuni con figli e figlie al seguito ( i miei no perchè sono ancora piccolini), gente che lavora, disoccupati, gente che è partita senza biglietto, alcuni che hanno speso una fortuna per il viaggio, ragazze madri, vedove e vedovi, ragazzi e ragazze poco più che maggiorenni, poliziotti, autisti di autobus e molti altri ancora.....
Tutti noi abbiamo sacrificato qualcosa (affetti, soldi, tempo) per poter esserci.
Alcuni di noi si sono impegnati in questi mesi per realizzare coreografie, flash mob, balletti per poter far diventare una vera e propria festa per tutti, quello che non sarà solo un concerto e in cambio riceveranno solo qualche sorriso e torneranno, dopo l'ultima canzone, nell'anonimato.
Molti di noi faranno viaggi interminabili per esserci, con uno zainetto da dieci litri e il cuore in gola nella speranza di poter tornare a casa e raccontarlo ai famigliari o suoi social.
Siamo gente normale, un agglomerato di diversità che ha nelle tue canzoni il suo unico collante, la sua unica droga.
Canteremo tutti assieme Rewind e Albachiara, passando per T'Immagini e finendo per Come nelle Favole.
Ci troveremo affianco persone più vecchie e più giovani poi ognuno tornerà alla sua vita e ci saremo solo sfiorati.
Caro Vasco, carissimo Komandante, noi saremo quelli là in fondo che ti vedranno grande come la capocchia dello spillo e sfrutteremo gli schermi giganti ma ci piacerà stare lì lo stesso per l'atmosfera, per il pathos, per sentire il vicino cantare, per rubare uno sguardo e un sorriso a chi forse riconosceremo dai gruppi social.
Vorrei dirti che noi ci siamo e tu allunga lo sguardo fino a noi, fino ai nostri cuori, alle nostre mani alzate.
Non c'è idolatria, non c'è esagerazione: ci piacciono le tue canzoni, quelle che già cantavi prima che nascessimo o quelle che ci hanno accompagnato in questi 40 anni della nostra vita.
Ogni tua canzone ha una frase che ci spiega alcuni momenti e a volte risponde alle nostre domande.
Io, padre di 4 figli, sposato ecc.ecc, parto per un viaggio interminabile che non inizierà sabato col pullman delle 7 ma è iniziato 40 anni fa e, con le tue canzoni, non finirà mai!

1 commento:

ciò che segna insegna ha detto...

NoIsIaMoIsolItIfAtTiCoSi 😎

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